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MESSA IN DUOMO

Il monito del vescovo: «Chi vive nel lusso e chi sopravvive: è un'ingiustizia»

07 gennaio 2020, 05:07

Il monito del vescovo: «Chi vive nel lusso e chi sopravvive: è un'ingiustizia»

LUCA MOLINARI

«È scandaloso che ci siano famiglie che vivono nel lusso e altre che faticano a vivere. Dobbiamo aiutarci reciprocamente per arrivare a un mondo più equo».

E' quanto affermato ieri mattina in Cattedrale dal vescovo Enrico Solmi durante la «Festa dei popoli», celebrata in occasione dell'Epifania. Monsignor Solmi ha rivolto il proprio grazie ai fedeli che arrivano da Paesi lontani, ha ricordato i quarant'anni dell'assassinio di Piersanti Mattarella e, alla luce di quanto accaduto in Iraq e delle tensioni internazionali crescenti, ha lanciato un monito ai governanti contro «l'uso delle armi in modo spropositato».

Ma le prime parole sono state dedicate a chi ha percorso un lungo cammino. «È bello trovarsi nella nostra Cattedrale come un'unica famiglia di Dio - ha esordito - alla presenza delle persone che vivono a Parma venendo da paesi lontani». «Vi dico grazie per essere qui e per lo sforzo compiuto per organizzare al meglio questa celebrazione», ha proseguito, rivolgendosi ai presenti. Epifania e Natale sono due momenti strettamente connessi. «Celebriamo il Natale, la nascita di Gesù, e l'Epifania, ossia Gesù che si fa conoscere a tutti - ha rimarcato -. Sono due feste distinte, ma in realtà si tratta di un unico grande evento che parla della nostra fede; una fede che è tale perché non rimane nascosta e si fa conoscere a tutti».

Importante quindi manifestare la propria fede in casa e tra i giovani. «Pensando a voi, che venite da Paesi lontani - ha continuato il vescovo -, guardo con stupore alla forza della vostra fede, che non avete paura di manifestare. Vi chiedo di continuare a farlo in questa nostra città e in quella che Papa Francesco definisce la "nonna Europa". Non perdete questa franchezza nel parlare di Dio e aiutate anche noi a fare altrettanto».

Monsignor Solmi ha rivolto un pensiero a chi è dovuto fuggire dalla propria terra perché perseguitato per motivi di fede. E ha ricordato l'assassinio «del fratello del presidente della Repubblica, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia quarant'anni fa, mentre andava a messa».

Parlare dell'Epifania significa riflettere anche del creato. «Il creato manda dei segnali per tutti e parla di Dio - ha dichiarato -. Molti di voi sono qui perché le risorse delle vostre terre non sono state rispettate e portate via con ingiustizia da potenze straniere. Tutto questo non è giusto. Dobbiamo quindi interrogarci sulle ricchezze della terra, su come sono distribuite. Dobbiamo interrogarci sulle cose che abbiamo, perché tutti possano raggiungere la nostra qualità di vita».

I magi dimostrano che la vera sapienza è unita all'umiltà. «La paura di Erode di perdere il proprio potere è la stessa che viviamo in questi giorni - ha rimarcato -, tra reazioni smodate e forme di violenza che crescono costantemente. Preghiamo che chi deve avere cura degli altri lo faccia veramente, a partire da padri e madri verso i propri figli. Penso anche ai governanti che usano le armi in modo spropositato». «Gesù - ha concluso - unisce tutte le nostre speranze per un futuro bello che vogliamo creare e vivere insieme».

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LUCA MOLINARI «È scandaloso che ci siano famiglie che vivono nel lusso e altre che faticano a vivere. Dobbiamo aiutarci reciprocamente per arrivare a un mondo più equo». E' quanto affermato ieri mattina in Cattedrale dal vescovo Enrico Solmi...

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