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Quando Soragna era il Regno di Nasonia

07 gennaio 2020, 05:04

Quando Soragna era il Regno di Nasonia

ANDREA PONTICELLI

SORAGNA In mezzo a centinaia di nasi alla Cyrano de Bergerac quello di Giorgio Gaber fu indubbiamente il più celebre: simbolo canoro e artistico della celebre festa che trasformò Soragna nel Regno di Nasonia, e fece conoscere il paese della Bassa in tutto il mondo.

Gaber aveva una gran voce ma anche una gran «canappia». Per questo i dirigenti della Giostra dei nasi gli consegnarono il diploma di «nasone honoris causa» e la tessera del club appena costituitosi: la cerimonia avvenne il 6 gennaio 1969 dopo una sua esibizione nel locale dancing «La Terrazza», quando Gaber ancora non pensava al Teatro Canzone e il suo repertorio era ancora quello di Goganga, del Cerutti Gino e del Riccardo viaggiando sulla Torpedo Blu.

Gaber, divertito e divertente, scherzò con grande presenza di spirito anche sulle misure del proprio naso.

Quando venne premiato, i dignitari del Regno di Nasonia capirono di avere fatto centro, che la loro festa era diventata veramente popolare e celebre.

Per tanti anni Soragna venne identificata come il regno dei nasi, con concorrenti che arrivavano nella Bassa ostentando misure record certificate da rigorose misurazioni con calibri precisi al micron di millimetro.

Quando venne partorita negli anni Sessanta l'idea era goliardica: solamente un gruppo di giovani che aveva voglia di ridere e di scherzare poteva partorirla. Quando si ritrovavano nella piazza principale del paese quel gruppo di buontemponi capitanato da Otello Gorreri si guardava ogni volta le proprie proboscidi e, vedendo che erano tutte fuori dal comune, ebbe la bella idea di sfruttarle e di fare loro pubblicità: prima per qualche «pasquinata» scritta a mano e appesa sotto i portici della piazza naturalmente nel giorno della Befana; poi per fondare il Regno di Nasonia e dare vita a una festa in stile medievale basata sul corteo per le vie del paese e sull'incoronazione di «Re Nasone» con scettro e manto d'ermellino.

Alcuni di quei primi «goliardi nasuti» sono entrati nella storia di Soragna. Ugo Boggiani, Cesare, Amleto, Bruno, Talòn e Gigi Gianelli furono gli artefici di una delle iniziative più popolari nel costume parmigiano, con una popolarità che forse solo la gara dei mangiatori d'anguria a Sissa ha saputo eguagliare.

La prima edizione è datata gennaio 1967, il primo re con misure record fu Alcide Borreri arrivato da Castione. Possedeva, e lo mostrava con orgoglio, un maxinaso naturale che per molti anni nessun altro suo successore sul trono di Nasonia è riuscito a superare per dimensioni e bellezza. Bisognerà poi arrivare fino al 1983 per trovare grandezze simili: in quell'edizione passò alla storia della manifestazione anche il tubero di Francesco Grandi.

Ma tutti in paese sapevano che esisteva un naso senza eguali, fuori dal comune. Però il proprietario non aveva alcuna voglia di mostrare in piazza la sua eminente e pronunciata appendice del viso. Ce ne volle, per convincere l'ottuagenario Livio dei Tencati a partecipare alla festa e a sottoporsi al calibro del Gran Maestro Brunus. Quando furono rese note le misure, lui sbaragliò tutti gli avversari e si godette il trionfo. Cinse la corona e seduto su un calesse trainato da un somarello sfilò per le vie del paese agitando lo scettro e mostrando con orgoglio ai suoi compaesani la sua proboscide da record.

La festa dei nasi durò una prima volta fino al 1985. Ad ogni edizione centinaia di appassionati festeggiarono i nasuti: l'idea aveva varcato i confini non solo del paese, ma anche quelli nazionali. Dicono che venisse citata anche sui campi di battaglia del Vietnam.

Ma non era più una manifestazione organizzata in stile prettamente paesano, con costumi d'epoca medievale, sbandieratori e majorettes. Arrivarono anche cantanti e cabarettisti. E a molti non piacque questo rinnegare lo spirito iniziale della festa che secondo loro doveva restare prevalentemente una festa di paese.

Ma soprattutto il Regno di Nasonia entrò in crisi perché mancava la materia prima. Di nasi alla Cyrano de Bergerac non ne esistevano più.

Eppure Soragna non poteva restare senza la sua festa simbolo. Così nel 1998 la giostra dei nasi risorse grazie a un folto gruppo di animatori giovani ed entusiasti che la fece durare fino al 2007, quando il Regno di Nasonia chiuse definitivamente visti gli esiti poco soddisfacenti di tutta la manifestazione. La festa tramontò perché i primi animatori erano tutti scomparsi; perché le possibilità economiche erano ridotte al lumicino e per questo non si potevano più sostenere gli ingenti costi dell'organizzazione; e perché la gente non la sentiva più come una propria creatura.

Eppure in molti ancora oggi la rimpiangono. Specialmente quando, alcuni anni dopo, facevano la fila davanti al negozio di Walter Chiari in piazza per gustare il dolce di pastafrolla creato dal fornaio Ermido Tonna con la forma di Re Nasone.

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