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IL CASO

Lo stalker irriducibile finisce in cella e colleziona una nuova condanna

09 gennaio 2020, 05:06

Lo stalker irriducibile finisce in cella e colleziona una nuova condanna

La sua preda. Negli anni. Nonostante l'addio consumato da tempo. E alla faccia di una condanna definitiva per stalking nei confronti di quella moglie con cui non condivide più da tempo casa e affetto. Pedinamenti, ma anche insulti e minacce: 45 anni, origini siciliane, era tornato all'attacco anche lo scorso gennaio, andando avanti per sei mesi. Finché gli era stato recapito un divieto di avvicinamento alla donna. Ma anche quello non era bastato, tanto che il giudice - dopo l'ennesima violazione - ha deciso di spedirlo in carcere. E l'altro ieri ha collezionato un'altra condanna (di primo grado): 2 anni e 4 mesi, in linea con la richiesta del pm Massimo Porta, per quelle settimane - da gennaio a giugno dello scorso anno - durante i quali è tornato ad assillare l'ex moglie e anche un'amica della donna.

Ossessivo, con quella sua presenza quasi quotidiana vicino alla casa dell'ex compagna: bastava che lei uscisse di casa per vedere spuntare la sua ombra inquietante. A piedi o in auto, se ne stava nelle vicinanze della casa e poi era pronto a macinare metri o a ingranare la marcia per inseguirla ovunque andasse.

In quel disegno delirante di controllo, poi, c'erano anche i figli, due bambini che spesso se lo ritrovavano a pochi passi dalla scuola nonostante il tribunale avesse disposto per lui solo incontri protetti.

Quei figli che non voleva dividere nemmeno con l'ex moglie: «I bambini né a me a né a te», le ripeteva spesso in quel periodo. E il nuovo compagno della donna? Un altro nemico, che soprattutto non avrebbe dovuto mai stare accanto ai suoi figli: «Stai attenta che i bambini non salgano in auto con lui», aveva detto in tono minaccioso avvicinandosi a un'amica dell'ex moglie.

Giornate di ansia e paura. Un timore che - al pensiero dei figli - per l'ex moglie si trasformava in terrore. Eppure lei aveva seguito la strada che ormai aveva imboccato da tempo: denunciare. Ancora una volta si era rivolta a carabinieri e polizia. E quelle denunce non erano certo rimaste a decantare in qualche cassetto: su richiesta del pm, il giudice a metà giugno aveva notificato all'uomo il divieto di avvicinamento e contatto con la donna.

Solo carta straccia per il 45enne. Che qualche giorno dopo si è fatto trovare davanti all'asilo «La locomotiva», dove l'ex moglie era in compagnia dei figli e di un'amica. Nessuna parola, ma uno sguardo insistente dietro il finestrino dell'auto che faceva andare a passo d'uomo.

Solo un primo avvertimento, però, perché nei giorni successivi - a sole due settimane dal divieto di avvicinamento - l'uomo ha raggiunto al parco l'ex moglie, i bambini e l'amica della donna e si è messo a insultare l'ex compagna, oltre a fare gesti offensivi all'altra donna. E il giorno successivo è tornato all'attacco un'altra volta, inseguendo l'ex moglie, dopo averla avvistata mentre si stava incamminando verso la fermata del bus.

E ancora una volta lei era stata costretta a cambiare le proprie abitudini, evitando anche di portare i bambini al parco per non rischiare di vederselo comparire davanti.

Irriducibile. Finché non si sono aperte le porte del carcere. r.c.

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La sua preda. Negli anni. Nonostante l'addio consumato da tempo. E alla faccia di una condanna definitiva per stalking nei confronti di quella moglie con cui non condivide più da tempo casa e affetto. Pedinamenti, ma anche insulti e minacce:...

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