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La protesta: «Nel canile comunale i cani sono al freddo»

11 gennaio 2020, 05:03

La protesta: «Nel canile comunale i cani sono al freddo»

MARA VAROLI

Anche i nostri amici a quattro zampe rischiano grosso quando di notte va sottozero. «E a Lilli e il Vagabondo di via Melvin Jones i cani sono al freddo e al gelo».

A segnalare la situazione critica degli orfanelli ospiti della struttura comunale sono le associazioni animaliste: «Nonostante le nostre ripetute richieste - fanno sapere Anna Mulazzi, componente del Comitato tecnico scientifico che rappresenta tutte le associazioni animaliste al polo di animali d'affezione del Comune di Parma, e Lella Gialdi, presidente provinciale dell'Enpa - e i solleciti di questi ultimi anni anche nel 2020 i cani sono costretti a stare al freddo».

E continuano le associazioni: «Il Comune e l'assessore competente Nicoletta Paci non hanno provveduto a installare un impianto di riscaldamento adeguato alle normative vigenti per assicurare il benessere degli animali. Per cui, ancora una volta per gli ospiti a quattro zampe di via Melvin Jones sarà un duro inverno. La maggior parte dei cani è anziana con conseguenti problemi di salute. E stare al caldo per questi animali è necessario - sottolinea Anna Mulazzi -. L'unica forma di riscaldamento assolutamente insufficiente è costituita dalle stufette che i volontari hanno regalato negli anni scorsi. Stufette che però sono state messe nei corridoi, per cui poco utili al riscaldamento dei box. Non a caso, lo scorso inverno, per proteggerli dal freddo gli operatori hanno dovuto rinchiuderli, tutti ammassati, in una saletta riunioni».

Ma i problemi in via Melvin Jones non sembrano finiti: «Anche al gattile comunale per il mancato adeguamento dell'impianto elettrico, intervento sollecitato da tempo, non è possibile riscaldare tutte le batterie che accolgono i gatti, pure ammalati - aggiunge la Mulazzi -. E manca la luce per poter fare assistenza quando viene buio, per cui dopo un certo orario non è più possibile prestare le cure necessarie a questi poveri mici. In un solo anno sono stati cambiati quattro dirigenti del settore e questo dimostra la non lineare gestione di queste strutture comunali, che nel loro complesso non sono in buone condizioni, proprio per mancanza di interventi dello stesso Comune: ad esempio, il mancato rifacimento prescritto dall'Asl del pavimento dei box di isolamento dei cani. Oltre ai problemi del cibo, che spesso deve essere comprato dai volontari, in particolare quello per i gatti ammalati e per i gattini: è il cibo che costa di più». E concludono le associazioni: «Sono anni che non veniamo ascoltate. Anzi, veniamo ignorate per tutte quelle richieste importanti al benessere animale. Richieste inviate al sindaco, all'assessore e al dirigente. Altra spinosa questione è quella delle adozioni e i cani rimangono al canile per anni: cani entrati cuccioli. Vengono a mancare, sempre da parte dell'assessorato competente, tutte quelle iniziative per coinvolgere e attirare i cittadini nel canile, che è diventato un deserto. Di conseguenza, il picco delle adozioni è chiaramente in vertiginosa discesa. A questi poveri orfanelli viene negata la possibilità di trovare una famiglia. Il canile dovrebbe essere un luogo di passaggio e non come scritto nel cartellone del Comune "La casa degli animali"».

«In occasione degli eventi di Parma capitale italiana della cultura - insiste Lella Gialdi -, le associazioni chiedono che le attenzioni vengano rivolte anche agli animali, che non devono essere dimenticati. Un'attenzione che è segnale di civiltà e non per ultimo di cultura».

 

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