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TRAGEDIA

Sport e musica: le passioni di Massimiliano Cova, morto in Val di Fiemme

di Georgia Azzali -

12 gennaio 2020, 05:07

Sport e musica: le passioni di Massimiliano Cova, morto in Val di Fiemme

Un sabato sulla regina delle piste di Pampeago, in Val di Fiemme. Aveva scelto la Naturale allenamento dell'Agnello, una «nera» da adrenalina pura. Ma Massimiliano Cova, 39 anni, parmigiano, sapeva far scorrere gli sci anche sui tanti piccoli muri e sulle gobbe di quella discesa tanto affascinante quanto impegnativa. Non poteva sentirsi intimorito. Tante volte aveva affrontato piste come quella, eppure ieri mattina qualcosa l'ha tradito: è caduto e poi scivolato per una settantina di metri. E il suo corpo ormai esanime è stato recuperato a bordo pista. Inutile l'intervento dell'équipe dell'elisoccorso trentino.

Una giornata serena. Con una luce abbagliante in alcuni momenti della giornata. Sono ancora tanti gli interrogativi sul perché della tragedia. In un primo momento, si era ipotizzato che Massimiliano fosse andato a sbattere contro uno dei cannoni sparaneve della pista, ma invece è molto probabile che verso mezzogiorno abbia perso il controllo degli sci mentre stava scendendo lungo il secondo muro della pista, quello finale. Così, avrebbe acquisito una velocità incontrollabile, cadendo rovinosamente sulla neve. Un impatto tanto violento da fargli perdere anche il casco. A trovarlo sulla neve, già incosciente, sono stati la fidanzata e altri amici, che ieri mattina erano in pista insieme a lui, ma Massimiliano li aveva anticipati di qualche istante nella discesa. Subito hanno dato l’allarme, e due uomini del soccorso piste della società degli impianti hanno raggiunto la pista con cinque poliziotti sciatori in servizio a Pampeago.

Spetterà comunque alla polizia, intervenuta per il sopralluogo, ricostruire la dinamica dell'incidente. E non è escluso che la procura di Trento possa dare il via libera all'autopsia, oltre che disporre una serie di accertamenti ulteriori per rispondere a tutti gli interrogativi sulla caduta. Certo è che Massimiliano ha riportato traumi gravissimi, che hanno reso vano ogni soccorso. E la pista è rimasta chiusa fino a fine giornata, quando il pm Alessandra Liverani ha dato il via libera per il trasferimento del corpo nelle camere mortuarie dell'ospedale di Fiemme di Cavalese.

Lo sci, la corsa, il crossfit, la barca vela e la moto: un'anima e una tempra da sportivo, Massimiliano. Ieri mattina era partito da Parma con la fidanzata per raggiungere le nevi che amava e che conosceva da tempo, visto che la famiglia aveva una casa nella zona. Weekend o vacanze anche più lunghe: la Val di Fiemme era uno dei paradisi che gli riempivano il cuore. E lo sport l'aveva respirato fin da piccolo in famiglia, con il padre Marco, per anni anima del gruppo sportivo Cittadella e da sempre vicino ai ragazzi che si avvicinavano alla corsa.

Ma nella vita di Massimiliano, socio e operaio specializzato di Archeosistemi (una cooperativa di Reggio Emilia che si occupa di scavi archeologici, restauro, allestimenti museali e organizzazione di eventi), anche la passione per la musica si era fatta spazio da tempo. Era stato uno dei fondatori del Positive River Festival, nato nel 2010 a Mezzani, sulle rive del Po, grazie a un gruppo di amici con la voglia di diffondere e condividere la musica reggae. Un Festival cresciuto negli anni per dare spazio anche all’hip hop, ai grafiti, alla musica e alla cultura di strada.

Tante passioni e un entusiasmo contagiosi. «Era molto dinamico, ed erano tanti gli sport con cui gli piaceva mettersi alla prova - racconta l'amico Lorenzo Rollo, insieme a Massimiliano tra i fondatori del Positive River Festival -. Era un persona competitiva, ma sempre molto preparata quando affrontava una nuova sfida sportiva. Non riesco a capire come possa essere accaduto, perché quelli erano posti che conosceva bene. Il ricordo che ho di lui? Quello di un'anima libera».