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INTERVISTA

Alessandro Siani: «Amo l'abbraccio dal vivo con i fan»

13 gennaio 2020, 05:01

Alessandro Siani: «Amo l'abbraccio dal vivo con i fan»

FRANCESCA DE LUCIA

Per Alessandro Siani le feste non finiscono mai, o meglio, come racconta soddisfatto il popolare artista napoletano, «in teatro può essere festa tutti i giorni». E i numeri lo confermano: 40 sold out e 38mila spettatori in un solo mese al Teatro Diana, il suo one man show «Felicità Tour» sta battendo tutti i record e da fine gennaio riparte per i palcoscenici delle principali città italiane, stavolta puntando verso Nord. Prima tappa proprio a Parma (al Regio, mercoledì 29 gennaio per la rassegna «Tutti a Teatro» a cura di Arci e Caos) per poi puntare all’Arcimboldi a Milano («dal 2 al 4 febbraio... abbiamo aggiunto una data anche se c’è Sanremo...») fino ad approdare al Quirino di Roma (dal 20 al 23 febbraio).

E così Siani spiega una ricetta semplice a base di empatia: «Voglio regalare agli spettatori felicità e momenti di condivisione vera, almeno ci provo. L’utilizzo della parola tour nel titolo rimanda proprio a questo, alla tanta felicità che gira intorno a noi e che a volte abbiamo persino timore a vivere con gli amici più cari. Oggi la condivisione è solo virtuale, nella vita reale ce n’è ben poca. A me viene sempre in mente la vecchia 'comitiva'. Ci si organizzava per trascorrere insieme una serata, con il solo desiderio di ridere e divertirsi. Una volta a tenere banco nel gruppo era l’amico più spiritoso, ora vedo i ragazzi raccogliersi intorno ad un telefonino, fissando un video sullo schermo. Il teatro è l’antidoto al mondo virtuale: deve essere protetto anche per questo! Personalmente a un like sui social preferisco l’abbraccio e la foto con un fan a fine spettacolo, un 'protocollo' a cui sono abituato e che amo moltissimo. E mi interessa sempre l’opinione degli spettatori».

Un monologo in napoletano in puro stile Siani che da un anno si rinnova, tra tic e manie, poveri e ricchi, nuove tendenze e vecchie differenze: ma al Nord si perdono qualche battuta? «Ho sempre notato che quando cercavo di italianizzare una parola o una frase intraducibile, esprimermi insomma in maniera meno calda, l’effetto non era lo stesso: diciamo che il desiderio di napoletanità è ovunque molto alto, si aspettano da me quell’accento, quel gesto. Il mio dialetto comunque è una via di mezzo tra il napoletano dei nostri nonni e quello che parlano i nipoti. Già da TeleGaribaldi sono stato un po' il precursore. Intanto torno ad essere solo sul palco, accompagnato dal maestro Umberto Scipione, e spero di farmi conoscere meglio da alcune platee, oltre l’immagine del Siani al cinema».

Con «Il giorno più bello del mondo», ha incassato in autunno 6 milioni e 400mila euro. Insomma, se la sala è insidiata dall’offerta delle piattaforme e le uscite sono studiate come in un risiko dai distributori, anche grazie alla lunga militanza teatrale Alessandro Siani vanta un suo pubblico per ogni stagione. «E’ stato un ottimo anno per il cinema - nota - la strada è quella giusta: i buoni risultati sono iniziati con l’estate e poi sono andati avanti per i film italiani».

Sul set tornerà a maggio con Christian De Sica. Prima il Natale su Sky («la più bella esperienza mai fatta in tv»), poi l’abbraccio della sua città (anche tre spettacoli in un giorno, repliche fino al 26 gennaio con una data appena aggiunta, il 22), per Siani adesso è solo Felicità Tour: «Vent’anni anni fa esordivo qui al Diana, è un’emozione ripensare ai miei inizi proprio su questo palco. Il teatro resta per me meraviglia assoluta». Dopo Parma tante tappe, tra cui Firenze (Verdi 30 gennaio), Padova (Gran Teatro Geox 31 gennaio), il ritorno a Torino (Alfieri, 1 e 2 febbraio), Varese (Openjobmetis, 6 febbraio), Lugano (Palazzo Congressi, 7 febbraio), Zurigo (9 febbraio), Genova (Carlo Felice, 11 febbraio) Bologna (Europauditorium, 15-16 febbraio).

FRANCESCA DE LUCIA Per Alessandro Siani le feste non finiscono mai, o meglio, come racconta soddisfatto il popolare artista napoletano, «in teatro può essere festa tutti i giorni». E i numeri lo confermano: 40 sold out e 38mila spettatori in un...

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