Sei in Gweb+

La visita

Mattarella, l'accoglienza calorosa della città

13 gennaio 2020, 05:05

Mattarella, l'accoglienza calorosa della città

ROBERTO LONGONI

Esaurite le bandierine, esaurite le transenne. Per allungare la ringhiera per il pubblico su via Garibaldi si smantella lo spazio della stampa accanto al Regio. E ancora mancano grate: davanti alla Steccata si deve ricorrere a «toppe» di nastro bianco e rosso. C'è più gente del previsto. È il benvenuto a sorpresa di Parma a Sergio Mattarella. L'arrivo del presidente nel cuore della città è previsto per le 16,20, e già prima delle 15 la gente si assiepa di fronte al tempio della lirica. Alla faccia della noia dell'attesa sprofondata nel freddo.

Alle 15,45 non si passa già più. Solo chi è davvero motivato non desiste. Altri, anche muniti di bandiere, dopo aver premuto sulle spalle degli ultimi cercando invano un varco, si ritirano verso via Cavour. Niente da fare, a disposizione ci sono solo posti di retrovia. Così sciamano per il centro tingendo di tricolore il resto della città. Il loro «benvenuto, presidente» rimbalza da lontano. A fatica si guadagna un passaggio sotto la volta di borgo Angelo Mazza anche un gruppo di turisti. La delusione di non vedere da vicino il presidente si sovrappone a quella di essersi trovati davanti al Regio off limits. Oggi va così.

L'arrivo di Mattarella è annunciato da un viavai di auto e lampeggiati blu, dalle camminate nervose degli uomini del servizio d'ordine. Alti, sguardo arcigno: oltre che per gli auricolari arricciati tra l'orecchio e il colletto della camicia li si riconosce per come sono vestiti leggero. Il freddo deve essere l'ultimo dei loro pensieri. Alle 16, da una Giulietta grigia scende il ministro Paola De Micheli. Poco prima ha guadagnato l'ingresso del teatro Stefano Bonaccini. Il governatore uscente della Regione si prepara ad accogliere il presidente della Repubblica insieme con il sindaco Federico Pizzarotti e il presidente della Regione Diego Rossi. E Mattarella non si fa attendere. Al Verdi è atterrato come previsto e secondo scaletta raggiunge il Regio. Sul suo aereo ha viaggiato anche il ministro Dario Franceschini. La mano alzata in un paio di saluti, il capo dello Stato s'avvia verso il Regio. Cammina svelto, alla faccia dell'età. Qualche minuto dopo, è Vittorio Sgarbi a conquistare la scena della via: accolto da applausi, stringe mani, si concede ai selfie prima di entrare in teatro.

È all'uscita che Mattarella si prende un po' di tempo con la gente. Aggirata l'Audi A8 presidenziale, stringe mani, scambia auguri. È il saluto bis per una coppia che lo ha visto sfrecciare poco dopo l'atterraggio. «Ci ha già fatto un cenno alla rotonda di via Cremonese» raccontano i due, prima di confessare di aver conquistato il posto alle transenne «sgomitando un po'. Ma ne valeva la pena». Della loro idea il padre di due bambini che non smettono di sventolare i tricolori.

Intanto, imboccata via Dante, Audi, Volkswagen e Mercedes del corteo fanno appena in tempo a ingranare la prima che già si fermano in via Cavour. La passeggiata di Mattarella si limita ai pochi metri di Piazza che lo dividono dall'ingresso del palazzo del Governatore. È su via Mameli che il capo dello Stato sbuca una decina di minuti dopo. Qui ad attenderlo c'è un'ottantina di persone. Almeno dieci gli stringono la mano. Un saluto quasi risarcitorio per una signora diretta alla Tim in Piazza e bloccata dalle transenne. «Felice di averlo avvicinato - dice lei -. Ammiro il suo equilibrio. Posso anche non essere d'accordo con lui, ma il tono pacato con il quale parla tra tanti urlatori me lo fa apprezzare». Come lei sembra la pensino in tanti. Una piccola folla attende il presidente all'uscita da palazzo Pigorini, mentre c'è chi cerca di scattare selfie con un corazziere alto due metri per fondale. Anche davanti alla prefettura c'è una cinquantina di persone. Restano lì anche dopo che l'Audi ha varcato il portone di palazzo Rangoni. Stanno lì, nonostante non siano previste uscite prima delle 20. «Un giorno speciale rende tutto speciale» dice una ragazza che non accenna ad andarsene. Starà di sentinella nel freddo, sperando almeno in un cenno da dietro un finestrino.

 

ROBERTO LONGONI Esaurite le bandierine, esaurite le transenne. Per allungare la ringhiera per il pubblico su via Garibaldi si smantella lo spazio della stampa accanto al Regio. E ancora mancano grate: davanti alla Steccata si deve ricorrere a...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal