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TURISMO INVERNALE

Appennino senza neve, appello a Conte

14 gennaio 2020, 05:02

Appennino senza neve, appello a Conte

BEATRICE MINOZZI

SCHIA PRATO SPILLA Parte dall'Appennino, in una stagione invernale caratterizzata dalla totale assenza di neve, l'Sos che Federfuni Italia (l'associazione che riunisce i gestori delle stazioni sciistiche dell'Appennino, tra cui Schia, Prato Spilla e Lagdei) lancia al governo Conte.

Il documento «Sos Appennino» – a firma del presidente nazionale di Federfuni Andrea Formento – punta l'attenzione sulle stazioni sciistiche d'Appennino, che «alle spese per garantire un minimo di innevamento grazie agli impianti di produzione programmata devono aggiungere gli scarsi incassi derivanti dalla fortunata concorrenza alpina che ha potuto godere fin da novembre di abbondanti nevicate», come rimarca Formento che ha fatto richiesta d'incontro ai vari livelli istituzionali, dal presidente del Consiglio, ai ministri competenti per le materie d'interesse, alle presidenze delle commissioni parlamentari interessate, al presidente del gruppo parlamentari Amici della Montagna. «Incontri richiesti a gran voce per rappresentare loro le nostre istanze, consapevoli che solo un intervento a livello nazionale, coordinato con le varie realtà territoriali, possa dare una soluzione alle necessità più immediate, che non riguardano le sole aspettative economiche, ma anche legislative e regolamentari». Tra le prime azioni necessarie, secondo il presidente, c'è quella di predisporre un piano nazionale per gli Appennini e le stazioni delle Alpi sotto i 2 mila metri di quota.

«La montagna nel suo complesso e a qualsiasi altezza, dai 700 metri fino alle quote più alte, ha bisogno del turismo invernale, vero traino economico dell'intera filiera del turismo montano - spiega Formento -: senza di esso la montagna muore e la prima conseguenza di questo abbandono del territorio sarà il crearsi di veri e propri disastri idrogeologici di cui i primi che ne subiranno le conseguenze saranno i territori prossimi alle montagne stesse».

«Siamo al fianco di Federfuni, nella richiesta accorata di aiuti alle stazioni dell'Appennino - dichiara Mariangela Groppi della Montecaio srl, società proprietaria della stazione di Schia -. Le stazioni più piccole, come la nostra, rischiano di scomparire perché anche l'impianto di innevamento di cui Schia è dotata non serve praticamente a nulla se le temperature non sono ottimali». La Groppi ribadisce poi che, nonostante la Regione Emilia Romagna abbia dimostrato di essere vicina alle sue stazioni in diverse occasioni, questo non sia sufficiente a garantire la sopravvivenza delle stesse.

«Questa anomala situazione climatica si ripercuote ovviamente su tutto l'indotto del comparto neve e non solo sulla gestione degli impianti di risalita. Occorre veramente un aiuto importante alla montagna che tanti classificano di serie “B”, quella degli Appennini appunto, sia per quanto riguarda l'economia di questo territorio che per quanto riguarda la morfologia della sua terra, pesantemente interessata da gravi dissesti idrogeologici». Perché l'Appennino «è la colonna vertebrale dell'Italia – conclude la Groppi -, con un turismo di tutto rispetto, dal bianco al verde, e quello che si è faticosamente costruito negli anni ha il diritto di essere conservato».

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BEATRICE MINOZZI SCHIA PRATO SPILLA Parte dall'Appennino, in una stagione invernale caratterizzata dalla totale assenza di neve, l'Sos che Federfuni Italia (l'associazione che riunisce i gestori delle stazioni sciistiche dell'Appennino, tra cui...

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