Sei in Gweb+

Arrestati in via Chiavari

Faida tra due cugini finisce con uno speronamento

14 gennaio 2020, 05:08

Faida tra due cugini finisce con uno speronamento

LUCA PELAGATTI

Ogni volta che si incontrano esplode la furia. E hanno solo una cosa in mente: farsi fuori.

E' successo una ventina di giorni fa in via Trento dove si erano presi a sportellate come in un film d'azione ed era successo poco prima, nel Reggiano, quando uno dei due ha appiccato il fuoco alla casa dell'altro. Ma è accaduto anche sabato sera, poco dopo le 23, quando solo la fortuna e la provvidenziale presenza dei poliziotti di stanza in via Chiavari ha fermato quei due uomini completamente senza controllo. Tanto che quando uno è stato bloccato dagli agenti ha continuato a ringhiare al nemico: «E' inutile che si mettano in mezzo: io ti devo uccidere».

Alan Husovic, 30 anni, bosniaco; Dean Husovic, 24 anni, croato: questi i nomi dei due contendenti che oltre ad avere lo stesso cognome, ma nazionalità diverse, sono anche parenti. Per la precisione cugini, uniti nel sangue - forse - ma divisi da un odio che è assai difficile comprendere e interpretare. Ma che rischia di fare molto male. A loro e a chi dovesse incrociarli.

I due cugini, di etnia rom, infatti, da qualche tempo portano avanti una faida feroce che li ha resi protagonisti di feroci aggressioni. Nei padiglioni delle fiere, di recente, si sono fronteggiati a colpi di spray al peperoncino provocando allarme tra i visitatori coinvolti in questo inedito duello. Qualche giorno dopo, secondo quanto denunciato da uno di loro, l'altro avrebbe dato fuoco all'abitazione di Sant'Ilario in cui abita con la famiglia. E poteva essere una strage.

Ma anche il successivo incontro, in via Trento trasformato in un conflitto con due auto lanciate a tutta velocità e impegnate a cercare di buttarsi fuori strada è stato spaventoso. Era mattina, i marciapiedi erano pieni di gente e solo grazie al paraurti di un bus di passaggio una delle auto non è volata su una fermata della Tep. Inutile dirlo: era affollata. Da questi episodi sono derivate denunce, ovviamente, e sequestri di auto. Ma non è servito visto quello che è accaduto sabato sera quando i due si sono incontrati di nuovo in via Spezia. E hanno ripreso la loro sfida. Alcuni testimoni oculari attirati fuori dalle case dai boati hanno raccontato che le due auto, una Punto e una Yaris, intestate a prestanome, sono state usate come macchinine di autoscontri. E ognuno dei due cercava di far capovolgere l'altra vettura. Oltre ai primi poliziotti che abitano nella vicina caserma sono poi arrivati anche le pattuglie delle volanti che hanno bloccato i due uomini che ormai erano scesi dalle vetture semidistrutte. Ed erano passati a darsele di santa ragione. Uno, per di più, aveva vicino a sé anche un piccone da ghiaccio che avrebbe potuto fare danni pesanti così come il cutter in tasca all'altro uomo.

Ma le divise li hanno separati e bloccati e sono stati portati in borgo della Posta. Dove si è cercato di capire l'origine di quell'odio. Una indagine senza esito: se si possono elencare i precedenti è praticamente impossibile arrivare alla prima scintilla, al litigio iniziale che forse riguarda anche altri parenti. Come se la faida passasse di padre in figlio. Comunque per loro è scattato l'arresto con le accuse di violenza privata e tentate lesioni aggravate oltre ad una serie di altre denunce che allungano il curriculum dei due che sono ben noti alle forze dell'ordine.

Ieri mattina, poi, sono comparsi davanti al giudice per il processo per direttissima: il pm Marirosa Parmangeli ha chiesto i domiciliari ma il giudice ha stabilito per loro l'obbligo di dimora, rispettivamente, a Parma e Sant'Ilario, dove risultano domiciliati. Una scelta che non rassicura: la distanza tra i due è poca e potrebbero incontrarsi di nuovo. E riprendere quel duello insensato e cattivo. Che potrebbe coinvolgere chi con la faida dei cugini non c'entra nulla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LUCA PELAGATTI Ogni volta che si incontrano esplode la furia. E hanno solo una cosa in mente: farsi fuori. E' successo una ventina di giorni fa in via Trento dove si erano presi a sportellate come in un film d'azione ed era successo poco prima,...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal