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Il liceo Bertolucci e il comprensivo Parma Centro a Roma: esempi di benessere scolastico

14 gennaio 2020, 05:03

Il liceo Bertolucci e il comprensivo Parma Centro a Roma: esempi di benessere scolastico

«Cosa vuol dire per noi stare bene a scuola?» Questa è la domanda che i ragazzi del liceo Bertolucci si sono posti in previsione dell'incontro a Roma con la viceministra Anna Ascani. Un incontro che ha premiato le scuole che mettono in pratica una didattica innovativa, fondamentale ingrediente non solo per l'istruzione, ma anche per una formazione che guarda ai nostri ragazzi come cittadini del mondo. E tra le scuole italiane esperte di questa formula educativa, le cosiddette «Scuole Changemaker» di Ashoka Italia, oltre al liceo Bertolucci, c'è anche l'istituto comprensivo Parma centro: due scuole della nostra città scelte come esempio di benessere scolastico e che sono state invitate nel salone dei ministri del ministero dell'Istruzione, università e ricerca.

Ma cosa sono le «Scuole Changemaker»? Sono una rete di 270 scuole in tutto il mondo che danno agli studenti le occasioni per sviluppare quelle competenze più importanti per vivere e lavorare per il bene comune, essere protagonisti del cambiamento sociale e agire come changemaker: empatia, imprenditorialità, leadership condivisa e attitudine propositiva al cambiamento. La viceministra ha condiviso la necessità di lavorare per una scuola che punti «non a parificare i punti di arrivo ma dare a tutti gli studenti le stesse opportunità di partenza», lavorando su come rendere praticabili le buone pratiche di innovazione espresse in tutta Italia e anche dalle «Scuole Changemaker». «Queste scuole, 11 in Italia - racconta Luca Solesin, responsabile programmi giovani e scuola di Ashoka - ci mostrano che cambiare la scuola è possibile e che in un mondo in continuo cambiamento è necessario formarsi ad essere un changemaker». All'incontro hanno partecipato 20 studenti di 10 scuole Changemaker italiani e gli ambasciatori dell'istituto comprensivo Parma centro sono stati Gaspare e Asia accompagnati dal maestro Giovanni Cattabiani: «L'incontro a Roma è stato utile per presentare al Ministero le proposte per cambiare la scuola italiana partendo dal basso - ha spiegato il preside Pier Paolo Eramo -. Il nostro istituto ha portato l'eliminazione del voto numerico alle elementari, che viene sostituito da altre forme di valutazione per contribuire al benessere e per aumentare la cooperazione. Una riforma che serve anche per eliminare i confronti tra gli alunni e per non ridurre i bambini a un numero. Inoltre, la nostra ambasciatrice Asia ha parlato alla viceministra dell'educazione emotiva e dei laboratori che sono stati fatti nel nostro istituto sulla gestione delle emozioni e sulla relazione con gli altri».

La viceministra Ascani ha condiviso la necessità di un cambiamento affinché le storie dei ragazzi delle «Scuole Changemaker possano diventare storia comune della scuola italiana». Hanno scritto Zoe Coccoi e Simone Saccani del liceo Bertolucci sul loro Magazine: «Il Bertolucci fa parte di questa rete già dal 2016, come proposte di cambiamento per l'intera scuola italiana: la professoressa Silvia Fontana ha scelto due classi (3ªC e 3ªF) dove svolgere un workshop, un'attività nella quale ogni studente potesse sentirsi libero di esprimere quelli che, a suo parere, erano i pilastri fondanti del benessere nella nostra scuola e quelle che invece erano delle disfunzioni, e che perciò necessitavano di un intervento innovativo. Tutte queste informazioni sono state poi condensate in un unico documento, che sintetizzava lo stare bene nella nostra scuola secondo cinque direttrici: gli spazi, accoglienti, disponibili e personalizzabili; la didattica, innovativa e legata all'attualità; i tempi scuola, gestiti con razionalità e dilatati nel pomeriggio; le relazioni, costruttive e improntate all'ascolto; infine le finalità formative della scuola nei confronti di ogni singolo studente, futuro cittadino changemaker. Ed è quindi carichi di questa idea di benessere che ci siamo recati a Roma».

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