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Cassio, chiuso il dispensario farmaceutico

15 gennaio 2020, 05:02

Cassio, chiuso il dispensario farmaceutico

VALENTINO STRASER

TERENZODisagi a Cassio per la chiusura del dispensario farmaceutico, l'unico attivo nel territorio di Terenzo. L'interruzione dell'attività, a partire dal primo gennaio, è stata determinata da limiti strutturali del locale, non più rispondente alle disposizioni normative in materia.

Il dispensario farmaceutico, presente per diversi anni a Cassio, con apertura tre volte la settimana, era situato in un locale alle porte del paese, che si affaccia sulla strada statale della Cisa, nei pressi del bivio per Selva e la strada di Fondovalle Taro. I disagi, spiega un residente, riguardano soprattutto gli anziani della zona, perché in altri paesi del comune di Terenzo le persone si servono di farmacie di comuni limitrofi come Fornovo Taro, Calestano e Solignano. Gli abitanti del circondario di Cassio, prosegue l'anziano, ora dovranno recarsi a Berceto. Si tratta di un ulteriore impoverimento della montagna – ribadisce un altro residente – già penalizzata per altri servizi che incidono sulla popolazione anziana. All'insoddisfazione dei residenti si aggiunge il malumore dell'amministrazione comunale di Terenzo. Il dispensario farmaceutico – rileva il vice sindaco Emiliano Caraboni - «è stato chiuso nonostante l'amministrazione comunale si sia prodigata per la ristrutturazione dell'accesso per i disabili, ma il locale non è stato ritenuto idoneo per la mancanza di 10 cm di altezza e la mancanza dei servizi igienici per l'operatore sanitario: il bagno è però disponibile nella stanza attigua». Per rimediare ai limiti strutturali del locale, che ospitava il dispensario farmaceutico, il Comune aveva individuato una nuova sede in paese.

«L'assurdo di questa situazione, che lascia l'amaro in bocca a tutti – prosegue Caraboni - è che nell'edificio dell'ex scuola il Comune aveva messo a disposizione i locali ex Avis, dotati di servizi e di riscaldamento, ma ritenuti non idonei, in quanto nel locale attiguo è presente l'ambulatorio del medico». Questi vincoli, «imposti da un regolamento per i territori montani, ma non solo – ribadisce Caraboni – limitano le iniziative degli operatori che ci tengono a fornire un servizio dove sono presenti prevalentemente anziani, già penalizzati per le loro patologie e fragilità. La burocrazia che non accoglie le istanze dei territori non può certo aiutare il ripopolamento e la vita nelle nostre montagne». Cercheremo in tutti i modi – conclude Emiliano Caraboni - di trovare una soluzione per riuscire nuovamente a riaprire il dispensario farmaceutico a Cassio».

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