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IL CASO

Via Colorno, rifiuti e degrado nel silos multipiano

16 gennaio 2020, 05:08

Via Colorno, rifiuti e degrado nel silos multipiano

GIAN LUCA ZURLINI

Lo «scheletro» del parcheggio multipiano che si «affaccia» su via Colorno all'ingresso Nord della città si è popolato. I nomi dei residenti, presumibilmente stranieri clandestini, non sono noti, ma le «tracce» della residenza sono ben visibili dall'esterno di quello che ormai da anni rappresenta un pessimo biglietto da visita per l'immagine di Parma.

MATERASSI E «PORTE»

Da qualche tempo i dipendenti e i titolari di alcune aziende che hanno sede in zona hanno notato strani «movimenti» attorno alla struttura. E avvicinandosi sono ben visibili dall'esterno le tracce di queste presenze «fantasma»: segni evidenti di falò, con muri anneriti dal fumo, divisori interni che assomigliano molto a pareti, materassi e altre suppellettili che fanno pensare a presenze fisse all'interno degli enormi spazi di quello che avrebbe dovuto diventare un moderno parcheggio a servizio di un quartiere artigianale mai realizzato.

COMUNE IN CAUSA PER L'AREA

L'area del parcheggio, così come i lotti non edificati tutto attorno, sono ancora di proprietà privata, per la precisione dell'impresa che lo ha realizzato non riuscendo poi a vendere le superfici. Gli eventuali interventi di bonifica, quindi, dovrebbero essere a carico dei privati, ma anche in passato ci si è limitati alla rimozione dei rifiuti abbandonati, peraltro presenti anche adesso. Il Comune, dopo aver cercato inutilmente di riscuotere le fidejussioni presentate a suo tempo, che però non erano adeguatamente garantite, ha così scelto la strada della causa per acquisire al proprio patrimonio l'intera area del parcheggio e del quartiere e poter così intervenire. Fino al pronunciamento dei giudici, però,il «mostro» di cemento e il suo spettacolo di squallore rimarranno lì, monumento all'inefficacia della legislazione.

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GIAN LUCA ZURLINI Lo «scheletro» del parcheggio multipiano che si «affaccia» su via Colorno all'ingresso Nord della città si è popolato. I nomi dei residenti, presumibilmente stranieri clandestini, non sono noti, ma le «tracce» della residenza sono...

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