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Lutto

Franco Ferrari: cuore, simpatia e talento del teatro in «pramzàn»

17 gennaio 2020, 05:03

Franco Ferrari: cuore, simpatia e talento del teatro in «pramzàn»

Nei giorni scorsi è scomparso Franco Ferrari, figura molto nota e stimata nel mondo del teatro vernacolo parmigiano. Così lo ricorda l'amico di sempre Claudio Cavazzini, presidente della Famija Pramzana.

“Baròn”, “Ivo”, “Gevo”, quanti soprannomi per un parmigiano vero che ci ha lasciato nei giorni scorsi all'età di 71 anni, Franco Ferrari, una colonna portante del teatro dialettale parmigiano. Lo ricordo dai tempi dell'adolescenza quando lo conobbi nell'oratorio di San Giovanni Evangelista in borgo Pipa, nel bar della mitica Luisa ( “Lulù”), con attiguo un piccolo cinema parrocchiale dove faceva le prove la compagnia dei “Nuovi” del mitico Sandro Bottura. Figura prestante, piena di entusiasmo e di quella straordinaria energia che lo animava in tutto quello che faceva, Franco, era un vero e proprio vulcano. Da ragazzo fu impegnato anche in politica partecipando, come tanti giovani di allora, al “sessantotto” parmigiano vissuto da destra. Ma la sua vera autentica passione, trasmessagli dalla madre, fu il teatro vernacolo parmigiano.

Fu pure stregato dallo sport, specie il basket e il baseball. Calcò diversi teatri cittadini e del territorio, dapprima come attore, capocomico nella compagnia “Emilia Magnanini” della quale fu in seguito regista ed anima organizzativa. Quindi fondò la Consulta per il dialetto parmigiano, associazione che nacque negli anni '80 e '90, con lo scopo principale di organizzare spettacoli teatrali dialettali in città ed in provincia. In quell'oratorio con Mario Bertoli, Geo Pedrelli, Aldo Pesce, Sandro Bottura il ricordo struggente di bellissimi momenti con tanti attori dialettali che sono stati fondamentali per la valorizzazione del nostro dialetto. Franco fu un valente organizzatore anche per la sua innata empatia che gli ha permesso di essere conosciuto in diversi ambienti portando con sé tutte le caratteristiche del “pramzàn dal sas”. Come pure non mancava mai di partecipare ai raduni della Croce Rossa nella sua veste di ex ufficiale dell'esercito. Parma ha perso un indimenticabile apostolo del nostro dialetto. Sono certo che, Lassù, organizzerà tanti spettacoli con i vari compagni di palcoscenico da Frigeri, Lanfranchi, Pedrelli e tanti altri.

Claudio Cavazzini

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