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Sblocco del cantiere vicino: l'Enac chiede un nuovo Piano

18 gennaio 2020, 05:08

Sblocco del cantiere vicino: l'Enac chiede un nuovo Piano

In cantiere tutto è fermo dalla mattina del 19 ottobre 2018, da quando cioè la Guardia di finanza ha messo l'area sotto sequestro, perché secondo la tesi della procura il grande mall in via di costruzione fra l'autostrada A1 e l'aeroporto non potrebbe diventare realtà – stando alle ultime e più stringenti regole dell'Enac – vista la sua vicinanza alla pista.

Da quando sono scattati i sigilli è passato oltre un anno, e anche se i lavori sono rimasti bloccati ad andare avanti sono stati i contatti fra il Comune, che ha rilasciato ai privati il via libera al cantiere, e l'Ente nazionale per l'aviazione civile, che ha il compito di far rispettare le norme di sicurezza nelle zone attorno agli aeroporti.

Il risultato di questo dialogo a distanza è una lettera dell'Enac, per la precisione della Direzione pianificazione e progetti, che ribalta la situazione in essere fino ad oggi, facendo cadere quel «no» che aveva bloccato la costruzione del mall, lasciando degli inutili scheletri di cemento a rovinare il paesaggio lungo l'autostrada.

Scheletri che non sono certo un bel biglietto da visita per quella che per un anno sarà la capitale italiana delle cultura, ma che potrebbero, si spera il più velocemente possibile, trasformarsi in un centro commerciale con negozi, cinema, palestra, ristoranti, tanti alberi e anche un laghetto, risultato di una riqualificazione urbanistica di un complesso industriale abbandonato.

La lettera che Enac ha spedito al Comune autorizza l'apertura del cantiere anche in fascia D (cioè là dove si riteneva non potesse essere costruito) con prescrizioni, ma in sostanza chiede all'amministrazione di aggiornare quel Piano di rischio aeroportuale indispensabile per dare il via ai lavori.

La posizione di Enac si è per così dire ammorbidita, anche alla luce del via libera rilasciato alla costruzione di un altro grande centro commerciale, quel Caselle open mall che sorgerà nei pressi dell'aeroporto di Torino, dove è stata autorizzata l'edificazione del centro commerciale in fascia D.

La lettera dell'Enac non è rimasta senza risposta e la giunta comunale, pochi giorni fa, ha approvato una delibera sull'aggiornamento del piano di rischio aeroportuale, per sbloccare una volta per tutte quell'incaglio burocratico che aveva fermato il cantiere.

Nel dialogo fra Parma e Roma si inseriscono anche i privati che devono costruire il mall, per i quali è importante che la revisione del progetto garantisca la sostenibilità del piano economico di un intervento dai grandi numeri, che si propone di diventare uno spazio commerciale e ricreativo in grado di attrarre clienti da tutto il Nord Italia.

Le premesse per sbloccare la situazione – sotto il profilo del confronto fra Comune, Enac e privati – sembrano esserci. In ballo resta il dissequestro dell'area, in modo da trasformare quella che è stata una terra di nessuno, in un luogo di negozi, divertimento e buon cibo. r.c.

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In cantiere tutto è fermo dalla mattina del 19 ottobre 2018, da quando cioè la Guardia di finanza ha messo l'area sotto sequestro, perché secondo la tesi della procura il grande mall in via di costruzione fra l'autostrada A1 e l'aeroporto non potrebbe...

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