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GIOVANE ATTRICE

“Mavi” Dallasta, 16 anni, nella fiction su RaiUno

di Mara Varoli -

19 gennaio 2020, 05:06

“Mavi” Dallasta, 16 anni, nella fiction su RaiUno

«Grande Mavi». L'hanno accolta così in classe i compagni della prima D del liceo classico Romagnosi. Perché Maria Vittoria Dallasta, 16 anni e di Collecchio, ha già collezionato successi di pubblico, grazie alla partecipazione al film «Mio fratello rincorre i dinosauri» del regista Stefano Cipani (dal libro di Giacomo Mazzariol) e alla miniserie «La guerra è finita» del regista Michele Soavi, la cui prima puntata è andata in onda lunedì su Rai Uno. E, come si è visto, stoffa e carisma non le mancano. Anzi, dei grandi coltiva quella flessibilità che le consente di arricchire il personaggio con la propria sensibilità. Ma anche una coinvolgente capacità di comunicazione, che dona significato ai suoi sguardi e ai suoi gesti. Che colpiscono. E rimangono. Certo, una ragazza non come tante. «Testarda e precisa», dice di se stessa. Che, nonostante i mille impegni, a scuola ha una buona media e due genitori, papà Pier Mauro e mamma Sabrina, che non la perdono mai di vista: «Sì, perché a volte, visto che studio fino a notte tarda, faccio un po' tribolare», confessa.

Come è iniziata la tua formazione?
«A 8 anni ho iniziato a seguire lezioni di musical con Giada Bardelli e Matteo Mazzoli nella loro scuola di Lemignano FlexPoint Performing Arts Academy. Quindi ho seguito lezioni di teatro e di danza. Ricordo ancora la mia prima lezione di recitazione nel musical di Pinocchio. Mi avevano fatto cantare la prima canzone e ho detto a mia madre: "Mamma puoi andare, perché rimango qui una settimana". Avevo gli occhi che brillavano. Contemporaneamente, a 9 anni mi sono iscritta al Conservatorio Arrigo Boito per studiare clavicembalo con il maestro Francesco Baroni. Nel tempo, ho seguito vari stage in giro per l'Italia: a Roma, Milano, nelle città venete e a Reggio Emilia».

Ma com'è Maria Vittoria?
«La recitazione mi è sempre piaciuta più di qualsiasi cosa al mondo e quella sensazione che ho provato cantando Pinocchio, è un'emozione che provo ogni volta: una felicità che mi porta a toccare la luna con dito. D'altronde, sono una persona molto entusiasta della vita - ripete -: io mi illumino. Sono una persona abbastanza estroversa e quindi le persone capiscono subito quello che penso. Poi, come tutti, ho pure bisogno di stare da sola».

Qual è stato il trampolino?
«In uno stage nel 2018 al Roma musical road to audition, diretto da Christian Ginepro, in cui ho seguito lezioni intensive di recitazione, canto e danza, ho partecipato anche alle simulazioni di audizioni con maestri nazionali e internazionali. E durante la simulazione di un provino cinematografico era presente l'agenzia di Roma Studio Segre, che mi ha scelto: ho vinto una borsa di studio e sono entrata a far parte dell'agenzia. Sai come funziona? - chiede simpaticamente Maria Vittoria - Le agenzie ti mandano a fare tanti provini e mi hanno mandato a quello per "Mio fratello rincorre i dinosauri". E mi hanno convocata, così è iniziata una nuova avventura nel febbraio dell'anno scorso: abbiamo girato nella provincia di Bologna. Nel film ho interpretato Alice da grande e ho recitato con Isabella Ragonese, Alessandro Gassmann e Rossy De Palma: da questa esperienza, lavorando con attori così bravi, ho imparato tantissimo. Anzi, ogni volta che andavo sul set imparavo qualcosa. E ringrazio molto il regista Stefano Cipani, per questa incredibile occasione: mi ha detto che non l'ho deluso. Sono contenta di aver recitato in questo film, in cui gli attori sono stati travolti dall'energia della vera famiglia: cavolo che famiglia! Il libro poi mi era piaciuto tantissimo e con gli altri fratelli del film, ci trattavamo da veri fratelli: gli 8 fratelli, quelli veri e quelli finti».

Quando è arrivata «La guerra è finita»?
«Ero in Germania per uno scambio con la scuola a Worms, quando mi è arrivata la telefonata dell'agente: "Complimenti - mi ha detto -, sei stata presa nella serie televisiva". Così ho chiesto di nuovo al preside del Romagnosi Guido Campanini un permesso speciale: grazie a lui e alla disponibilità dei professori, mi sono fatta tutte le interrogazioni e le verifiche in un mese e il 6 maggio ho finito la scuola. Lo stesso giorno abbiamo iniziato a girare nella provincia di Reggio Emilia».

Un'altra grande esperienza?
«Appena arrivata al trucco, ho avuto il piacere di reincontrare Isabella Ragonese, che mi ha detto: "Lei in un'altra vita era mia figlia", intendendo nel film "Mio fratello rincorre i dinosauri". Con lei ho legato tantissimo. E per questa serie mi hanno tagliato i capelli corti, ma non mi dispiace».

Qual è il ruolo che interpreti?
«Interpreto il personaggio di Micol, un'adolescente sopravvissuta al campo di concentramento. E che grazie all'aiuto reciproco di bambini e adulti riuscirà ad avvicinarsi alla vita. E' stata una bella prova: ringrazio il regista Michele Soavi per avermi scelta. Anche perché ho potuto approfondire un argomento che rientra in una storia importante, con l'ausilio di libri, documentari e film. Micol è coprotagonista. I temi trattati da questa miniserie sono inenarrabili, basti pensare alla fame, e io ci ho messo tutta la mia sensibilità. Il personaggio di Micol mi ha insegnato molto: una ragazza introversa, che non vuole parlare dei campi, ma soprattutto una ragazza intelligente, dolce e gentile, reduce da un mondo in cui non era una persona, ma un pezzo. L'argomento è impegnativo e drammatico: sono onorata di aver fatto parte di questo progetto e con un cast eccezionale».

Cosa ti hanno detto i compagni del Romagnosi?
«La nostra è una classe molto unita: a tutti piace studiare e i prof sono contenti di noi. E i miei compagni sono dalla mia parte, tant'è che quando sono entrata in classe con i capelli corti mi hanno applaudita. E' una classe di grandi amici».

La tua giornata tipo?
«Dopo la scuola, oltre ai vari impegni in Conservatorio, studio canto e vado a Gyrotonic Parma Center. Poi, arrivo a casa e inizio a studiare. Al sabato vado al cinema con gli amici oppure ci troviamo a casa dell'uno o dell'altro. Amo molto viaggiare e amo molto leggere. Soprattutto, sono una fan di Greta e cerco di contribuire nel mio piccolo ad avere più rispetto per l'ambiente. E poi - conclude - amo il mio gattino bianco e rosso, che semplicemente si chiama "Gattino"».

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