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INTERVISTA

Gandolfi: «Gli impegni di Fondazione Cariparma per il 2020»

19 gennaio 2020, 05:01

Gandolfi: «Gli impegni di Fondazione Cariparma per il 2020»

KATIA GOLINI

L'impegno di Fondazione Cariparma per Parma 2020 ha radici lontane. Arte, musica, teatro, recupero e valorizzazione del patrimonio monumentale della città e della provincia: tutti ambiti a cui Fondazione Cariparma ha offerto il proprio sostegno sin dalla sua nascita. Qualche esempio concreto? Il supporto a Fondazione Teatro Regio, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione Magnani Rocca, Conservatorio di musica di Parma e agli innumerevoli cartelloni culturali della città e del parmense. Sostenere la cultura, nel significato più ampio della parola, è una regola, scritta nello statuto. Fa il punto il presidente Gino Gandolfi, che spazia dal passato al futuro, soffermandosi sul presente. «Se circoscriviamo l’impegno finanziario per Parma capitale italiana della cultura siamo intorno ai 9 milioni in due anni - spiega -. Ricordo che la nostra “mission” consiste nel contribuire alla crescita economica, sociale e culturale della nostra comunità».

Un passo indietro e uno sguardo in generale. Sa anni siete in prima linea per sostenere la cultura.
«In effetti, il contributo offerto negli anni a sostegno della didattica e della ricerca, quindi delle scuole, dell'Università, del Cnr e del Collegio Europeo non è una novità. Per noi cultura significa contribuire a crescere cittadini consapevoli».

Un sostegno, il vostro, che va ben oltre l'aspetto economico.
«Fondazione Cariparma organizza mostre ogni anno che poi offre gratuitamente alla città e alle scolaresche, con cui promuove attività didattiche ad hoc, qui a Palazzo Bossi Bocchi e nei musei, insieme a incontri a tema e laboratori per adulti e bambini. Non dimentichiamo inoltre l'importanza della biblioteca di Busseto, con tutto il patrimonio preziosissimo di libri che conserva. Uno scrigno straordinario».

Per questo 2020, qual è il vostro impegno?
«Oltre alla partecipazione diretta all'interno del Comitato Parma 2020, proporremo progetti nostri. Dal 23 febbraio è in programma la mostra a Palazzo Bossi Bocchi “La Certosa di Parma. La città sognata da Stendhal interpretata da Carlo Mattioli”, incentrata sulla figura di Henry Beyle, che dedicò il suo celebre romanzo alla nostra città. Poi sarà fondamentale il nostro ruolo nell'organizzazione della mostra dedicata ai Farnese in Pilotta, una delle grandi iniziative di Parma 2020. Questa è una delle sfide più belle per la valenza culturale, per la complessità realizzativa e per il gioco di squadra messo in atto che vede il coinvolgimento del Complesso monumentale della Pilotta, della nostra Università e dell’Ordine degli Architetti di Parma».

Centrale anche il vostro contributo per il recupero dell'Ospedale Vecchio e nella mostra «Hospitale».
«Abbiamo stanziato 3 milioni per il recupero funzionale dell'edificio e per la realizzazione della mostra che rientra tra i progetti pilota del dossier di candidatura. Abbiamo dato il nostro contributo anche alle Diocesi di Parma e Fidenza per le iniziative pensate intorno alla figura di Benedetto Antelami».

Nel 2019 avete lanciato un bando per favorire la proliferazione di progetti culturali. E per il 2020?
«Un altro bando è aperto fino al 29 febbraio. Lo abbiamo chiamato “e-venti e-venti”, finalizzato alla promozione della cultura in tutte le sue forme. Abbiamo stanziato 1 milione e 200mila euro per sostenere idee che possano avere lunga durata e ampia ricaduta sul territorio. Ci sta a cuore che i benefici di questi progetti durino nel tempo e abbiamo come riferimento un pubblico variegato».

A proposito di progetti che guardano al futuro incentrati sui giovani, il 2020 vi vedrà protagonisti anche di un'altra grande occasione per la città.
«La cultura è anche cultura d'impresa e “spinge all’innovazione”, come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione ufficiale di Parma 2020 al Regio. Inoltre induce a unire le forze. Insieme a Crédit Agricole Italia inaugureremo quest'anno “Le Village di Parma”, la casa delle start-up, un acceleratore d'impresa. Lo scopo principale di questo luogo fisico, in via Cavestro, sarà ospitare, far nascere e far crescere nuove imprese votate all'innovazione. Tra i partner le imprese della città e l'Università che metterà a disposizione le proprie conoscenze e competenze creando un virtuoso sistema di contaminazione tra saperi differenti. Spesso i giovani hanno tante buone idee che potrebbero avere un potenziale enorme, ma a volte naufragano per mancanza di supporti e competenze adeguati. “Le Village” è pensato proprio per mettere in rete energie, capacità e competenze, anche con gli altri “Village” di Crédit Agricole sparsi in tutto il mondo».

Consistente inoltre il vostro impegno a sostegno del recupero di San Francesco del Prato.
«Siamo impegnati su questo progetto fin dal 2001. Fondazione Cariparma lo ha promosso credendo fermamente al valore culturale, religioso, storico, artistico di questo edificio che è prima di tutto un simbolo di Carità cristiana. Mi piace ricordare che il nostro Vescovo, in occasione della Solennità di Sant’Ilario, ha voluto prendere ad emblema di Parma 2020 capitale italiana della cultura proprio la Chiesa di San Francesco».

Cosa significa la parola cultura per voi?
«Essenzialmente, aiutare le persone a crescere. Nella sua accezione più ampia, cultura significa anche aiutare e rispettare il prossimo: gli anziani, i poveri, i disabili, i giovani, i malati».

Per il futuro, cosa si augura?
«Parma 2020 finirà, ma se rimarranno vivi in tutti noi questi valori, se saremo stati capaci di tenerli presenti nella vita di tutti i giorni e di trasmetterli alle future generazioni, avremo raggiunto davvero l’obiettivo».

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KATIA GOLINI L'impegno di Fondazione Cariparma per Parma 2020 ha radici lontane. Arte, musica, teatro, recupero e valorizzazione del patrimonio monumentale della città e della provincia: tutti ambiti a cui Fondazione Cariparma ha offerto il...

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