Sei in Gweb+

festival

Mauro Coruzzi: 'Le canzoni di Sanremo 2020? Le donne in gara sono un passo avanti'

19 gennaio 2020, 05:04

Mauro Coruzzi: 'Le canzoni di Sanremo 2020? Le donne in gara sono un passo avanti'

Come non ci fosse un domani, azzerate tutte le altre questioni sul «tappeto» (qualcuno prima o poi dovrà passarci l’aspirapolvere…) l’Italia mica s’interroga su «proporzionale o maggioritario», mentre freme e trema per l’ormai imminente Festival di Sanremo, prossimo allo start il 4 febbraio e già «auscultato» dalla stampa in apposito loco quale l’auditorium della Rai a Milano.

24 canzoni, una pausa tra le prime e le seconde dodici ( il buffet che fa da collante..) e poi tutti a cercare il segno, la cifra, chi il nuovo che avanza o il vintage che ritorna ad essere tale senza essere mai passato realmente di moda… Poche donne, il necessario dice Amadeus che si prepara a governare il vascello dei cantori, ma sono loro a stupire di più: una ultrasettantenne Rita Pavone che, indiavolata come mai prima, s’inerpica su tutte le sette note possibili e anche quelle oltre cantando un brano scritto dal figlio George ( le novelline imparino come si fa a gestire una carriera lunga ormai ben oltre mezzo secolo), e poi Tosca, il limpido di una voce sublime, con l’ausilio di una sezione d’archi e nessun orpello, salvo poi passare alla sfacciata Elettra Lamborghini che, dovesse mai darci dentro col ritmo della sua canzone, è anche capace di buttar giù un paio di palme rivierasche con quel baule che ha al posto del fondo schiena… Ci pensa Irene Grandi a fare la cinquantenne rockettara , come una Tina Turner rigenerata dal mezzo secolo e da un Vasco Rossi autore che per donne a Sanremo s’era già speso con l’insuperabile Patty Pravo di «Dimmi che non vuoi morire», sul finire del secolo scorso.

Levante (mi vien da sempre da dire a quando un duetto con Ponente, siamo o no in Liguria?) e poi il nutrito drappello delle «figlie di Maria» (de Filippi) a nome Giordana Angi e Elodie: certo, il glamour delle Bertè, delle Oxa, o del paleolitico di Jula de Palma e della gigantessa Regina a nome Nilla Pizzi è un ricordo da vecchi scarponi in zona comfort col jurassico garantito, ma come le cime delle montagne, non tutte le vette hanno la stessa altezza…

 

Come non ci fosse un domani, azzerate tutte le altre questioni sul «tappeto» (qualcuno prima o poi dovrà passarci l’aspirapolvere…) l’Italia mica s’interroga su «proporzionale o maggioritario», mentre freme e trema per l’ormai imminente Festival di...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal