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Dopo il rave a Noceto

I residenti: «Non abbiamo potuto dormire»

20 gennaio 2020, 05:06

I residenti: «Non abbiamo potuto dormire»

LUCA PELAGATTI

Più che musica è un rombo, la sorda pulsazione di un cuore accelerato che copre anche il fischio delle auto lanciate sull'autostrada che passa proprio a fianco.

«Ed è così da stanotte, senza soste», scuote la testa un anziano fermo davanti ad una casa a forse trecento metri di distanza. «Sabato, dopo le 22, ho visto arrivare le auto, poi è partita la musica. E non ho più potuto dormire». Già, difficile riposare con quel ritmo ipnotico nelle orecchie, impossibile rilassarsi quando i campi di questo scampolo di campagna, appena fuori Noceto, sono invasi da un ringhio metallico. Ma questo è il ritmo del rave, della festa clandestina, il canto delle sirene elettroniche che hanno portato nell'ex stabilimento abbandonato della Cias Group un migliaio di giovani arrivati con ogni mezzo e da ogni dove. Per un fine settimana acido e insonne.

I primi segnali di quello che stava per accadere sono però arrivati da lontano: la Polfer delle province vicine ha infatti allertato i colleghi di Parma: «gruppi di ragazzi stanno arrivando in treno». E felpe e piercing, capelli sparati e tshirt slabbrate dicevano chiaramente che stavano andando ad un rave. Ma restava da capire dove fossero diretti. Che un party clandestino non ha di certo inviti o manifesti ma, piuttosto vive di un passaparola oscuro che rimbalza tra siti per iniziati e social. «Qualcuno di loro, arrivato in stazione, ha però provato a contattare il prontobus chiedendo di essere portato a Noceto», spiegano le forze dell'ordine che così hanno scoperto il «dove». E hanno iniziato a prepararsi ad una piccola invasione: quelli arrivati in treno si sono incamminati anche a piedi, altri con auto, camper e furgoni hanno circondato il capannone abbandonato, acceso generatori, fatto partire la musica. Circa 150 mezzi parcheggiati tra stradine tortuose e rive dei fossi in via Gandiolo, tra l'A15 e i campi da calcio del paese; giovani arrivati fino da Bolzano e Roma ma anche alcuni stranieri, una folla giovane e eccessiva sbarcata con casse di birre al seguito e pronta a seguire il ritmo della musica. Per un rito sempre uguale che unisce la tribù dei rave ogni fine settimana da qualche parte d'Italia. Per lunghe ore, mentre i bassi pesanti rimbombavano nella vecchia fabbrica i carabinieri di Parma, Noceto e Salsomaggiore hanno controllato la zona, verificato che la festa non degenerasse mentre la polizia di Stato ha monitorato le vie di accesso, seguito i gruppi che arrivavano. E' stata una lunga notte che ha invaso anche il giorno. Solo nel primo pomeriggio di ieri, infatti, a gruppetti i giovani hanno iniziato a sciamare, qualcuno affrontando a piedi i 15 km fino alla stazione, al centro di Parma. Molti sono stati fermati e identificati dagli agenti e ora rischiano una denuncia. Ma a quello ci si penserà poi: poco prima del tramonto di ieri, ancora, il pulsare della musica filtrava dalle mura dell'ex stabilimento mentre intorno resistevano sparuti crocchi di ragazzi. Tutto intorno, tracce di pneumatici nel fango, bottiglie vuote, cartacce e qualcuno che camminava con andatura incerta. La festa è finita. Adesso si può tornare a casa.

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LUCA PELAGATTI Più che musica è un rombo, la sorda pulsazione di un cuore accelerato che copre anche il fischio delle auto lanciate sull'autostrada che passa proprio a fianco. «Ed è così da stanotte, senza soste», scuote la testa un anziano...

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