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Economia

Agricoltori, timori di nuovi dazi Usa sui prodotti italiani

21 gennaio 2020, 05:02

Agricoltori, timori di nuovi dazi Usa sui prodotti italiani

CRISTIAN CALESTANI

 

Cresce la paura del mondo agricolo per le conseguenze dei nuovi dazi che gli Usa potrebbero imporre, a breve, sui prodotti anche alimentari dell’Unione europea. «Gli ultimi dati relativi al Ceta (l’accordo tra Unione europea e Canada, ndr) – sostiene Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura - dimostrano che l’unica strada perseguibile per rilanciare l’export, in base a principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti, è quella dei negoziati bilaterali. L’alternativa non può essere quella dei rapporti di forza basati sull’imposizione di dazi e sulle inevitabili misure di ritorsione, come sta accadendo, negli ultimi tempi, tra Unione europea e Stati Uniti».

In base alle elaborazioni del centro studi di Confagricoltura su dati Istat, a seguito dell’accordo Ceta, le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sul mercato canadese sono aumentate nel complesso del 9,7% (gennaio-settembre 2019 su gennaio-settembre 2018). Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha incontrato su questo tema il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni. «Vorremmo sottolineare la necessità che la Commissione europea – ha dichiarato Prandini - agisca il più rapidamente possibile al fine di evitare ulteriori escalation delle misure di ritorsione che gli Usa stanno minacciando di applicare. Questa non sarebbe la prima volta che gli agricoltori subiscono penalizzazioni da dispute geopolitiche che non sono direttamente connesse con la loro attività».

Prandini ha chiesto a Bruxelles «di trovare risorse sufficienti e misure di compensazione per gli agricoltori» che in Italia stanno già soffrendo gli effetti dei dazi aggiuntivi del 25% entrati in vigore il 18 ottobre 2019 che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti come il parmigiano. Per Cia-Agricoltori Italiani, raddoppia il rischio per il comparto nazionale, dopo la firma della «fase uno» dell’accordo fra Usa e Cina che ha messo fine alla guerra dei dazi tra i due paesi. «L’impegno della Cina per l’acquisto di merci americane per 197 miliardi, di cui 32 solo per soia e carne di maiale – dichiara il presidente Dino Scanavino - avrà un impatto forte anche sull’export italiano nel Paese del Dragone. L’accordo potrebbe sottrarre quote di mercato importanti ai produttori nazionali, mettendo lo stop a una crescita del 129% nel settore agroalimentare (dal 2010 a oggi) che vale 450 milioni di euro. Il primo impatto negativo della concorrenza a stelle e strisce ricadrà sugli allevatori italiani, che avevano esportato con successo carne a seguito della peste suina africana, che ha falcidiato il 40% dei maiali in Cina, primo consumatore mondiale».

Cia ritiene necessario riprendere velocemente una politica di trattati internazionali, bilaterali e multilaterali.

 

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