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TRUFFA

I medicinali? Non venduti, ma rimborsati: farmacista condannato

22 gennaio 2020, 05:03

I medicinali? Non venduti, ma rimborsati: farmacista condannato

GEORGIA AZZALI

Tanto piccolo quanto prezioso quel cartoncino sul retro delle scatole dei medicinali. Perché con la fustella - così si chiama - si possono ottenere i rimborsi (legittimi) dei farmaci. Peccato, però, che pare ci sia margine anche per chi vuole fare il furbetto. Come il farmacista di un paese dell'Appennino che, con il «giochino» delle fustelle, avrebbe ottenuto dal Servizio sanitario nazionale rimborsi non dovuti: ieri, il professionista è stato condannato a 3 mesi per truffa ai danni dello Stato. A sostenere l'accusa, in udienza, il pm Laila Papotti.

Era stato un controllo ordinario del Nas, nel gennaio del 2018, a far sorgere i primi dubbi: i carabinieri avevano infatti trovato nella farmacia alcune confezioni di medicinali di fascia A (quelli che vengono rimborsati dal Servizio sanitario) senza fustella. Singolare, perlomeno, perché il cartoncino o l'adesivo, a seconda delle confezioni, viene staccato dal farmacista nel momento in cui il cliente acquista il farmaco.

Ma allora perché quelle scatole erano ancora in farmacia? Su una delle confezioni c'era il nome di una paziente, come se il farmaco fosse stato pronto per essere consegnato alla cliente di lì a breve.

A quel punto i carabinieri passano al setaccio tutte le ricette e scoprono che il farmacista ha ottenuto il rimborso dal Servizio sanitario nazionale dei medicinali che sono ancora lì. Nessuno li ha acquistati, eppure la quota prevista è già arrivata sul conto della farmacia.

Dalle verifiche del Nas emerge, in particolare, che dei farmaci destinati a un determinato paziente, solo alcune confezioni sono state consegnate e acquistate. Le altre? Rimaste in farmacia senza fustella. Forse, una banale dimenticanza del titolare, se non fosse che alcune scatole di medicinali erano relative a ricette di molti mesi prima. E hanno «sostato» per tutto quel tempo (senza fustella) sugli scaffali della farmacia.

Insomma, la tesi dell'errore non ha retto. Invece, il danno al Servizio sanitario - che inizialmente si era ipotizzato potesse superare gli 800 euro - non è stato esattamente quantificato. Nessuna cifra precisa, e forse non più di qualche decina di euro. Ma la truffa resta.

 

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GEORGIA AZZALI Tanto piccolo quanto prezioso quel cartoncino sul retro delle scatole dei medicinali. Perché con la fustella - così si chiama - si possono ottenere i rimborsi (legittimi) dei farmaci. Peccato, però, che pare ci sia margine...

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