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Caso Tommy

Mamma Paola: «La Conserva libera? Sono schifata»

23 gennaio 2020, 05:08

Mamma Paola: «La Conserva libera? Sono schifata»

MARA VAROLI

«Sono scovolta e schifata». A Paola Pellinghelli, la mamma di Tommy, ucciso il 2 marzo del 2006, torna la rabbia e le parole escono e si sommano ai respiri affannati, come un fiume in piena: «Ho persino intasato facebook e l'Italia è con me». Una rabbia dovuta alla notizia che Antonella Conserva, condannata a 24 anni per il sequestro di Tommaso Onofri, in questi giorni sta godendo di un permesso premio, secondo quanto riportato dall'inviato di News Mediaset Enrico Fedocci e pubblicato su TgCom24. La donna che sarebbe dovuta essere la carceriera del piccolo di 18 mesi non si trova più dietro le sbarre, ma fuori dalle mura dell'istituto penitenziario di Bollate, dove recentemente è stata trasferita dal carcere di Verona. E questo premio di «libertà» fa riemergere forti emozioni in chi oggi vive ancora in quella casa di Casalbaroncolo, dove 14 anni fa suo figlio Tommy è stato rapito. E subito dopo ucciso. Mario Alessi fu condannato all'ergastolo per l'omicidio del piccolo, Salvatore Raimondi fu condannato a 20 anni per sequestro di persona, e Antonella Conserva, ai tempi compagna di Alessi, a 24 anni. E dopo quasi 14, ora è in permesso premio.

«Lo sapevo che sarebbe successo, perché ormai ho capito come funziona - continua Paola Pellinghelli -. Certo, non mi aspettavo che accadesse così presto, infatti in un primo momento ho pensato che fosse davvero una bufala. Ma poi ho capito che invece era vero e dà fastidio a me, per Tommaso e per tutte le altre vittime. Mi sento davvero presa in giro dalla giustizia, anche se ci ho sempre creduto, ma un delinquente può essere più tutelato di una vittima?».

In questi anni, ogni giorno Paola Pellinghelli ha dovuto trovare il coraggio per andare avanti, insieme all'altro figlio Sebastiano. Che le sta sempre accanto. E quel coraggio non le è mai mancato, tant'è che dopo il sequestro della casa, è tornata a vivere a Casalbaroncolo, con i due cani Hope ed Emma e tre gatti: «Con loro mi sento protetta», dice.

E ora con tanti sacrifici, non per ultimi quelli finanziari, la sta pure ristrutturando quella casa. Che quindi diventerà ancora più bella, là all'ombra del melo da fiore e dell'ulivo, piantati in memoria del suo Tommy. «In aprile sarebbero 14 anni dalla condanna - precisa la Pellinghelli -, ma a me i permessi premio chi li dà? Io in questo tempo mi sono dovuta sempre arrangiare da sola, non ho avuto lo Stato che mi pagava le spese di vitto e alloggio. Le leggi vanno riviste e dopo aver saputo di questo premio alla Conserva ho intasato facebook di messaggi: c'è un'Italia intera dalla mia parte: sono tutti schifati. E continueremo a urlare finché qualcuno ci ascolterà. Perché bisogna distinguere tra delinquente e delinquente: non possiamo mettere sullo stesso piano un ladro di polli e chi rapisce e ammazza i bambini. Perché per me lei, Alessi e Raimondi non esistono: sono tre assassini. Sono esseri che non faranno mai parte della mia vita. E lei è una detenuta che ha diritto a una vacanza premio? Ma dov'è il rispetto? Il rispetto verso le forze dell'ordine che hanno lavorato tanto in quei giorni per cercare il mio bambino, che hanno perso le notti e che hanno pure pianto: non li dimentico, carabinieri e poliziotti che io ringrazio ancora tanto. Bisogna pensare alle vittime e a chi consegna quei delinquenti alla giustizia».

Poi, mamma Paola si ferma: «Intanto, a marzo saranno 14 anni che Tommaso non c'è più. Ogni tanto ci provo, ma non riesco nemmeno a immaginarmelo da grande. Forse - si commuove - mi farebbe dannare come allora».

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MARA VAROLI «Sono scovolta e schifata». A Paola Pellinghelli, la mamma di Tommy, ucciso il 2 marzo del 2006, torna la rabbia e le parole escono e si sommano ai respiri affannati, come un fiume in piena: «Ho persino intasato facebook e l'Italia è...

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