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Intervista

Emanuela Artoni: «Coronavirus, la paura è finita»

26 gennaio 2020, 05:02

Emanuela Artoni: «Coronavirus, la paura è finita»

MARA PEDRABISSI

Il melodramma non conosce lieto fine, per definizione. Ha un lieto fine, invece, la vicenda di Emanuela Artoni, che pur s'innesta nel melodramma. E' lei la cantante lirica parmigiana ricoverata da venerdì in isolamento nel reparto di Malattie Infettive del Maggiore, in modo cautelativo, per un sospetto caso di Coronavirus.

Gli esami dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna avevano già scongiurato il peggio e ieri sera, attorno alle 22, è arrivato anche il responso delle analisi allo Spallanzani di Roma, iol centro di riferimento a livello nazionale: esito negativo, nessun contagio. «La paziente, in buone condizioni di salute, sarà dimessa nei prossimi giorni», informa il comunicato diffuso dall'azienda ospedaliera per annunciare la buona notizia arrivata da Roma. E quindi ora a Emanuela Artoni non resterà che curare un normale virus influenzale di tipo B, causato probabilmente dal freddo e dagli spifferi dei grandi teatri cinesi dove la cantante è stata per quasi tre settimane, in tournée con il Coro dell'Opera di Parma diretto dal maestro Emiliano Esposito. L'orchestra sinfonica Giuseppe Verdi era diretta da un altro parmigiano, il maestro Antonello Allemandi. Nel coro cantava anche l'artista di Bari, la prima ricoverata per un sospetto (anch'esso già scongiurato) caso del temibile virus 2019-nCoV che a tutt'oggi ha mietuto oltre 40 vittime.

Per questo, la vicenda di Emanuela Artoni, al suo sorgere, aveva allertato l'attenzione della comunità scientifica e ospedaliera e destato qualche preoccupazione nell'ambiente lirico cittadino.

Una manciata di giorni di tensione che ora la diretta interessata può commentare con un sorriso, seppur ancora ricoverata in isolamento.

Per un'artista la fama è tutto ma non a tutte le condizioni... «Eh no, avrei preferito essere intervistata per altri motivi, in effetti», risponde al telefono la cantante parmigiana, 50 anni e voce da contralto da sempre al servizio del belcanto. «Ho iniziato a cantare a Parma, a 17 anni, nella Corale Verdi, come tutti. E non ho mai smesso». Neanche quando nel 2007 da Parma si è trasferita a Ragazzola con i familiari. Proprio pensando a loro, ha voluto sottoporsi a tutti gli accertamenti. «Sono partita per la Cina il 1° gennaio, in rinforzo al Coro dell'Opera di Parma che era già in tournée da metà dicembre. Un calendario fitto e impegnativo, tra capolavori verdiani e pucciniani: Butterfly, Tosca, Rigoletto, in sei città; più due concerti. Nelle recite di gennaio era in programma l'imponente Aida, che necessita di grandi masse corali, eravamo una cinquantina. Gli ultimi quattro giorni ci trovavamo proprio a Wuhan».

E' lì che gli artisti italiani sono venuti a conoscenza del virus: «Lo abbiamo appreso dai siti Internet italiani. E subito abbiamo adottato particolari attenzione: abbiamo evitato luoghi affollati, mercati, centri commerciali e abbiamo prestato molta attenzione alle norme igieniche; qualcuno di noi si è dotato di mascherina. Ma in teatro tutto si svolgeva normalmente, dalle prove alle recite. Anzi è stato un grande successo».

Però, quando è tornata, non si è sentita bene. «Sono rientrata lunedì e ho accusato problemi alle vie respiratorie e tosse, come può sentire. Non ho avuto febbre elevata e in cuor mio non ho mai temuto il peggio né mi sono fatta prendere dal panico però ho voluto sottopormi alla profilassi per rispetto dei miei cari, proprio in considerazione del fatto che ero stata a Wuhan gli ultimi quattro giorni».

Gli altri colleghi, a parte la cantante di Bari, non hanno avuto particolari problemi anche se qualcuno si è sottoposto ad accertamenti. In primis il maestro del Coro, Emiliano Esposito che, quando non è in tour, è in forze al coro del Teatro La Fenice di Venezia: «Per senso civico verso i miei colleghi - spiega al telefono dalla città lagunare - sono stato in Pronto Soccorso venerdì dove mi hanno tenuto in isolamento per cinque ore, il tempo di procedere agli accertamenti che sono risultati negativi». Degli altri artisti? «Un professore d'orchestra di Benevento si è sottoposto ad accertamenti. Ma, ripeto, abbiamo agito per scrupolo. Il maestro Allemandi invece sta bene e non è neppure rientrato in Italia perché era atteso da altri impegni a Tokyo».

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MARA PEDRABISSI Il melodramma non conosce lieto fine, per definizione. Ha un lieto fine, invece, la vicenda di Emanuela Artoni, che pur s'innesta nel melodramma. E' lei la cantante lirica parmigiana ricoverata da venerdì in isolamento nel reparto...

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