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LUTTO

Addio a Marianna Bucchich, per 30 anni moglie di Bevilacqua

27 gennaio 2020, 05:06

Addio a Marianna Bucchich, per 30 anni moglie di Bevilacqua

ISABELLA SPAGNOLI

Ha chiuso per sempre i suoi occhi luminosi a Firenze, Marianna Bucchich, nobile poetessa e scrittrice parmigiana dalle origine dalmate, vittima di una malattia degenerativa che le aveva rubato, negli ultimi tempi, la sua creatività. Moglie per trent’anni di Alberto Bevilacqua, Marianna lasciò Parma, per seguire il marito a Roma nel’61 . «I suoi libri migliori li ha scritti quando ero al suo fianco», confessava la poetessa alle amiche. La ricordano, oggi, le due nipoti Maria Teresa e Marianna Peracchia, figlie della sorella di Marianna, Marta, scomparsa da anni. «Mia zia aveva un carattere solare, romantico. Molto comunicativa ed empatica, era in grado di stupire tutti – spiega Maria Teresa che vive a Parigi –. Per noi nipoti è stata come una seconda madre, era sempre attenta alla nostra felicità. Permissiva e paziente, ci inondava di stimoli. Ricordo che, spesso, all’ora di cena, ci chiamava con urgenza per leggere l’ultima poesia appena scritta. Era irresistibile, refrattaria alla banale quotidianità».

Fra i suoi volumi : «Il sogno dalmata», «La dama di compagnia», «Il bosco viennese», e romanzi come: «Il valzer di compleanno», «Casa in transito» e «Le zie sulla riva del mare».

Studentessa di lettere alla facoltà di Bologna, Marianna, conobbe Bevilacqua sul treno, mentre si recava all’Università. «Il vagoni erano pieni e solo all’altezza di Reggio Emilia si liberò un posto. Mi misi a sedere e Alberto si avvicinò per presentarsi. Mi ha conquistato con il suo talento e i suoi modi gentili. Un anno dopo quell’incontro eravamo marito e moglie», raccontava Marianna ai parenti che la ricordano come una donna piena di voglia di fare. «Per un breve periodo insegnò nella Bassa – aggiunge la nipote che porta il suo nome -. La zia , donna innamorata dell’amore, verrà seppellita a Parma nella tomba di famiglia, poco lontana da quella di Alberto Bevilacqua. Anche se si era risposata, continuava a parlare con immenso affetto del primo marito, ed è incredibile che il caso abbia voluto che le due tombe siano a pochi passi l’una dall’altra. La vita li aveva divisi ma in realtà non avevano mai perso i contatti».

«La zia poetessa» come hanno scritto nel necrologio le nipoti verrà ricordata il 6 febbraio alle 11 presso la tomba di famiglia, al cimitero, dove il parroco impartirà una benedizione.

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