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Parma rivendica un posto in giunta

29 gennaio 2020, 05:07

Parma rivendica un posto in giunta

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Nella prossima giunta regionale dovrà esserci un posto anche per un assessore di Parma. A due giorni di distanza dalla vittoria di Stefano Bonaccini la speranza del Pd locale è questa, anche se nessuno si fa troppe illusioni, perché la squadra degli assessori, si sa, sarà decisa dal presidente sulla base di equilibri complicati, che devono tenere conto del peso dei partiti e delle aree geografiche. Detto in parole semplici, la nuova giunta non potrà essere un monocolore Pd e non potrà avere assessori provenienti solo da Bologna, Modena o Reggio, tanto per fare un esempio. Ed è qui che si inserisce l'appello del Pd parmigiano e dei suoi due consiglieri regionali appena riconfermati: Barbara Lori e Massimo Iotti.

«C'è la necessità che Parma possa avere un adeguato riconoscimento per il risultato raggiunto. Vedremo che scelte farà Bonaccini per la sua giunta», butta lì Barbara Lori, toccando il nodo principale del post elezioni. La prende un po' alla larga il segretario provinciale, Filippo Fritelli, anche se poi arriva dritto al punto.

«Il Partito democratico è giusto che con una voce sola avanzi una proposta politica unitaria che dia a Parma la giusta rappresentatività. È chiaro che bisogna partire dal Pd». Cioè, se Parma avrà un assessore, questo dovrà essere della «ditta». O meglio, dovrà essere scelto coinvolgendo il partito. Sembra però difficile che il nome possa essere pescato tra quelli della lista civica (che qualcuno chiama lista cinica) del presidente, anche perché, come dice Fritelli, «i partiti restano, le liste scompaiono il giorno dopo le elezioni».

«È giusto che il partito abbia l'ambizione di voler essere rappresentato, anche se è Bonaccini che avrà la decisione finale», ribadisce Iotti, prima di voltare pagina e iniziare a parlare di un capitolo che il Pd cittadino dovrà scrivere: quello delle elezioni comunali del 2022.

«È strano che con il sindaco Pizzarotti ci sia la massima collaborazione in Regione e poi ci si trovi su blocchi opposti in consiglio comunale. Io non credo nelle alleanze dell'ultimo minuto e per questo bisogna aprire un confronto. L'alternativa è pensare che a Parma si lasci spazio alla Lega, ma questa francamente è la soluzione peggiore».

Iotti ricorda di essere stato «un oppositore di Pizzarotti dai banchi del consiglio comunale», ma anche di essere stato «tra i primi a riconoscere la necessità di un confronto». Ma chi dovrà fare il primo passo per un'alleanza Pd-Pizzarotti? «È chiaro che deve essere il sindaco a dare prova di un'apertura nei nostri confronti in città», spiega Iotti. «Bisogna provare a trovare convergenze su temi concreti», aggiunge Michele Vanolli, il segretario cittadino. A questo punto, il Pd ha teso la mano per un'alleanza in vista delle amministrative del 2022. Tocca al sindaco fare altrettanto.

 

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