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TRIBUNALE

Quando la stalker è la vicina di casa: 72enne condannata

29 gennaio 2020, 05:04

Quando la stalker è la vicina di casa: 72enne condannata

GEORGIA AZZALI

L'ex che non si dà pace. L'innamorato respinto. Lo sconosciuto che improvvisamente diventa un'ombra ossessiva. Ma lo stalker può avere anche il volto (apparentemente) rassicurante di una pensionata che se la prende con la vicina di casa e con i suoi familiari. Palazzina piccola, solo quattro appartamenti, ma l'anziana se l'è comunque trovata la sua nemica. Quasi tre anni di insulti, di piccoli grandi dispetti quotidiani, di appostamenti dietro le tende di casa: comportamenti così ossessivi e assillanti che sono costati alla donna - 72 anni, originaria del Parmense - la condanna a 1 anno per stalking. Il pm Laila Papotti aveva chiesto tre mesi in più. Il giudice ha concesso la sospensione della pena, ma solo se la pensionata verserà 12mila euro di risarcimento danni (entro trenta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza) alla vicina di casa, che si era costituita parte civile assistita dall'avvocato Daniele Carra.

Eppure in quella palazzina la vittima era la «veterana»: fin dal 1987 era andata ad abitare lì con il marito, poi erano nati una figlia e un figlio. Nessun particolare problema con le altre tre famiglie del condominio. Certo, qualche piccolo screzio poteva anche accadere, ma poi tutto rientrava subito nella normalità. E la vicina diventata stalker? È arrivata tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del nuovo millennio, e tutto era andato bene. Almeno all'inizio. Ma anche i primi screzi, dopo un periodo di armonia, non lasciavano certo pensare a cosa sarebbe accaduto soprattutto dal 2012 al 2015. Sputi, rifiuti gettati sul balcone e poi una marea di insulti: «Dovrebbero portarti in Siberia», si è sentita dire più volte la donna. E non mancavano le minacce: «Ti attacco al muro». Bastava che la pensionata sentisse girare la chiave nella porta per precipitarsi fuori e cominciare a scaricare tutta la sua rabbia contro la vicina.

Lei, ma non solo lei. Perché poi tutta la famiglia è entrata nel mirino della 72enne. In particolare, il figlio della donna: un ragazzo di una trentina d'anni, che era già uscito di casa da qualche tempo, ma che spesso tornava a trovare la famiglia. E lei era sempre lì: l'ombra che si intravvedeva dietro le finestre o che «registrava» ogni movimento nell'appartamento a fianco per poi precipitarsi sul pianerottolo a sfogare il suo risentimento. «Una volta ero in auto che lo aspettavo e ho sentito lei che gli gridava "brutta bestia"», ha raccontato in aula un amico del ragazzo.

Una persecuzione, almeno così l'ha vissuta la famiglia, che ha dovuto rivolgersi anche a uno psicologo. Ma la pensionata ha sempre negato tutto. E nemmeno il processo ha portato alla luce il «movente». Cosa ha trasformato l'anziana nella stalker della porta accanto? Solo screzi che forse sono poi diventati barriere insuperabili.

 

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