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COOPERATIVA

Salso, «Il Cortile» compie trent'anni: valori, impegno e passione

30 gennaio 2020, 05:03

Salso, «Il Cortile» compie trent'anni: valori, impegno e passione

Angelica Siclari

Da trent'anni sul territorio con impegno e passione. Era il 30 gennaio del 1990 quando nacque la cooperativa «Il Cortile» di Salsomaggiore da un gruppo di giovani studenti universitari spinti dalla volontà di dare vita ad una nuova realtà educativa e di sostegno a bambini ed adolescenti.

«Il Cortile, una bella storia» è lo slogan scelto per festeggiare il trentennale di questa realtà che nel corso degli anni è cresciuta con sempre nuovi servizi alla comunità. «Non è facile sintetizzare la vita della nostra cooperativa perché ogni servizio o proposta formativa che abbiamo offerto alla città mi sembra abbia segnato profondamente il nostro percorso - spiega la presidente Alessandra Corradi -. Il primo servizio, quello che è germogliato nel lontano 1990 e che ancora oggi è operativo e sempre in crescita, è il Centro di aggregazione giovanile Gli amici del Cortile. Aprire quel centro, senza capitali, senza una sede adeguata e senza la possibilità di pagare il personale impiegato, penso sia stata la prima tappa coraggiosa e forse un po' incosciente che ha dato senso a tutto il resto. Dai bisogni, i sogni, le difficoltà e i desideri di quei primi otto bambini che abbiamo preso in carico, sono nati i nostri progetti. In quel primo laboratorio sperimentale abbiamo maturato l'identità della cooperativa “Il Cortile”, che si è consolidata e diversificata nel tempo ma che ha sempre conservato i valori maturati in quel lontano 1990: inclusione, valorizzazione delle diversità, territorialità e investimento sul capitale umano».

La Corradi ricorda come da quella prima esperienza sia nata la passione per gli adolescenti «che poi si è allargata all'infanzia, avviando una bellissima collaborazione nel 1992 con la parrocchia Sant'Antonio di Salso per la gestione educativa della sua scuola. Oggi lavoriamo anche con la parrocchia di Borghetto nel Comune di Noceto, gestendo la parte educativa della Scuola dell'infanzia paritaria Don Luigi Faraboli».

«La seconda tappa la daterei nel 2000 – aggiunge la Corradi - con l'apertura del Centro socio occupazionale per persone disabili “Why not?” a Tabiano. Il Centro non lo avremmo mai attivato senza l'esperienza maturata fin dal 1993 nel servizio di assistenza scolastica per alunni disabili del comune di Salso, servizio che prosegue tuttora. Inoltre la cooperativa per rispondere alla esigenze del territorio ha sempre proposto i Centri estivi, in collaborazione con il Comune».

La Corradi ricorda come in tutti questi anni l'impegno sia sempre proseguito, «aprendo costantemente nuovi servizi, come «La Casa Arancione», in via Milano, uno spazio integrato 1-6 anni, nido e scuola dell'infanzia; e poi il Centro Sottosopra che propone percorsi per bambini con disturbi dell'apprendimento e il Centro abilitativo Kirikù per bambini con autismo e sindromi rare che si trova dal 2015 nei locali di via D'Acquisto. Inoltre nel 2018 abbiamo aperto a Fidenza una scuola di autonomia, un' esperienza per inserire i giovani disabili verso un'autonomia di vita.

Mentre l'anno scorso, in rete con il Consorzio di solidarietà sociale di Parma e altre due cooperative, abbiamo dato vita allo “Spazio Akela”, un “fratello” più piccolo del Kirikù. Nel 2019 infine abbiamo preso in carico la gestione completa , in collaborazione con la cooperativa Camst, dell'Asilo nido comunale».

E per il futuro? «Non fermarci, continuare a non avere paura di rispondere alle sollecitazioni del nostro territorio ma con il proposito di non snaturare mai la nostra anima che è nata 30 anni fa grazie a 8 bambini che hanno acceso la nostra passione» conclude la Corradi.

Oggi la cooperativa conta su uno staff di 77 persone fra soci e dipendenti. Soci fondatori nell'ormai lontano 1990 sono stati Alessandra Corradi, Stefania Carpanese, Luca Rodini, Umberto Ferdenzi, Monica Varani, Milvia Vetri, Marco Dondi, Massimiliano Carpanese, Maria Ludovica Toma, allora giovani studenti universitari. E la prima sede si trovava all' oratorio Don Bosco.

Anche il nome racchiude la filosofia del progetto. «Il cortile per le generazioni di un tempo era un luogo di incontro ed aggregazione, un crocevia di età ed esperienze diverse, ma già negli anni novanta i bambini non sapevano più cosa fosse e cosa racchiudesse in termini di socializzazione. Allora abbiamo pensato di ricreare noi “un cortile” dove stare insieme, educare, crescere, il tutto nel nome della cooperazione».

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