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Lutto

Calestani, l'anima della Famija Alberese

03 febbraio 2020, 05:03

Calestani, l'anima della Famija Alberese

Se n’è andato come ha sempre vissuto: in punta di piedi. Forse anche per questo è ancor più dura per chi ha conosciuto Augusto Calestani ricordarlo pubblicamente. Una delle anime della Famija Alberese, si è spento un mese fa, a 72 anni, dopo un’estenuante battaglia contro un male feroce. Per tutti era l’imbianchino dal cuore d’oro, presenza discreta ma riservata per la sua Alberi, ma anche per la Bassa dov’era cresciuto. Ed è proprio la Famija Alberese, insieme al fratello e agli Alpini, a ricordare «questo amico di tutti, onesto e genuino, ma soprattutto rispettosissimo del prossimo». Parola del presidente Roberto Scarica e compagni, che inghiottono sospiri e raccontano la storia «di un uomo umile, gran lavoratore, refrattario ai riflettori e dalle inattese delicatezze».

Durante la preparazione per la tradizionale Sagra della polenta fritta, storica kermesse che richiama a Alberi centinaia di buongustai, Augusto era immancabile. «Fin dalle prime luci dell’alba lo vedevamo arrivare con un vassoio carico di pasticcini ed entusiasmo – proseguono i compagni dell’associazione -. Era fiero di appartenere alla Famija e anche di essere una penna nera».

Già, perché l’altro grande mondo che ha frequentato è stato quello degli Alpini. «Era un artigiano con l’oro nelle mani – prosegue chi lo conosce da sempre –. E la sua arte era a disposizione di tutti: lavorava sodo, senza mai chiedere nulla in cambio, anche per la preparazione delle attrezzatura per la festa della polenta». Ma a colpire era soprattutto il suo garbo, quella gentilezza autentica che brillava in ogni contesto: «Anche quando ci si trovava al circolo per quattro chiacchiere e una partita a carte, lui non alzava mai la voce».

«Era una di quelle persone capaci di fare la differenza: aiutava gli altri senza chiedere nulla in cambio – assicurano ancora gli amici della Famija Alberese -. Spesso e volentieri accorreva al capezzale di chi stava male. E anche quando la vita gli ha mostrato il suo lato peggiore, ha affrontato la malattia con coraggio e dignità».

Ecco perché per un quartiere intero è così difficile accettare la scomparsa di Augusto, accompagnato nell’ultimo viaggio proprio dagli amici di Alberi e dagli Alpini.

Ch.Poz.

 

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Se n’è andato come ha sempre vissuto: in punta di piedi. Forse anche per questo è ancor più dura per chi ha conosciuto Augusto Calestani ricordarlo pubblicamente. Una delle anime della Famija Alberese, si è spento un mese fa, a 72 anni, dopo...

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