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VIA LA GROLA

Fece irruzione in casa con un coltello e uno spray al peperoncino: patteggia 5 mesi

09 febbraio 2020, 05:04

Fece irruzione in casa con un coltello e uno spray al peperoncino: patteggia 5 mesi

Certamente non una casa lussuosa, tanto è vero che la porta si è afflosciata con un paio di colpi. Ma forse a fare gola erano computer, televisori, telefonini e playstation sparsi tra le stanze dell'appartamento abitato da un gruppetto di studenti fuorisede. Così, il 29 marzo 2018, dopo aver abbattuto l'uscio, in due si erano precipitati dentro con un coltello e una bomboletta spray al peperoncino. Un'irruzione tanto inquietante quanto maldestra, perché con altrettanta fermezza i due erano stati messi in fuga dai ragazzi della casa. Che però avevano avuto il tempo di riconoscere uno degli aspiranti rapinatori: 25 anni, parmigiano, ha patteggiato 5 mesi e 10 giorni. La pena è stata sospesa, e il ragazzo, tossicodipendente, è poi stato affidato a una comunità terapeutica.

Quel giorno di marzo, insieme al complice (rimasto ignoto), non aveva valutato se nell'appartamento ci fosse qualcuno. Un blitz alle 4 del pomeriggio, senza nemmeno preoccuparsi di coprire in qualche modo il volto. Eppure quella faccia era stata subito riconosciuta da uno degli universitari dell'appartamento di via La Grola, una traversa di via Savani, perché qualche tempo prima un suo amico gli aveva presentato proprio quel 25enne che aveva pensato di sfondargli la porta di casa.

Un boato improvviso aveva fatto precipitare gli studenti dalle altre stanze verso la porta d'ingresso, e lì si erano trovati davanti i due «invasori» armati di coltello e bomboletta. Ma fortunatamente non avevano avuto il tempo di fare nulla con quelle due armi improprie: la reazione pronta dei ragazzi e il fatto di essere stato riconosciuto avevano spinto il giovane e il complice a fare retromarcia.

Dileguati. Se non fosse che il 25enne aveva fatto un ulteriore passo falso: alla sera aveva telefonato allo studente che lo aveva riconosciuto minacciandolo. Insomma, anche se l'universitario avesse avuto un minimo dubbio, ogni incertezza era svanita. Così, davanti ai carabinieri aveva raccontato con sicurezza la trama di quell'irruzione così incredibile. E poco dopo erano cominciati i guai per il ragazzo del blitz.

G.Az.

 

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Certamente non una casa lussuosa, tanto è vero che la porta si è afflosciata con un paio di colpi. Ma forse a fare gola erano computer, televisori, telefonini e playstation sparsi tra le stanze dell'appartamento abitato da un gruppetto di...

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