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LUTTO

Addio ad Argenta, ultima protagonista di Casarola

10 febbraio 2020, 05:05

Addio ad Argenta, ultima protagonista di Casarola

BEATRICE MINOZZI

MONCHIO Chi, passando da Casarola, non si sia mai fermato anche solo per un caffè dall’Argenta non può dire di aver conosciuto fino in fondo questo piccolo borgo dell’alta Val Bratica.

Lei, che ti accoglieva nel suo locale nel cuore del paese quasi aprendoti le porte di casa sua. Lei, che il caffè te lo faceva ancora con la moka, offrendoti anche un pezzo di torta appena sfornata. Adesso che Argentina Zammarchi – Argenta per tutti – se ne è andata per sempre (aveva 88 anni) si è portata via un pezzo di storia e anche un pezzo di cuore del paese «che tutti credon fola», come amava descrivere Casarola il sommo poeta Attilio Bertolucci, al quale la legava una profonda amicizia. E Argenta era una delle protagoniste di questa «fola», di questo mondo incantato che era Casarola. Personaggio ancora prima che persona – dolcissima, sempre attenta ai bisogni degli altri - Argenta la conoscevano davvero tutti. Vuoi per la sua verve, per la sua simpatia, per quella sua risata contagiosa che quando la sentivi non potevi fare a meno di unirti alla sua gioia di vivere. Vuoi per quella sua capacità innata di ascoltare le persone che entravano nel suo locale, e quindi nella sua vita, e che con lei riuscivano a confidarsi e ad aprirsi come con pochi altri. Ha dedicato la sua vita agli altri, ancor prima che a sé stessa Argenta, classe 1931, che sin da piccola si occupò dei suoi tanti fratelli e aiutò mamma Emma nell’osteria di famiglia. Rimasta orfana di padre ancora giovanissima, era sempre lei che si occupava delle bestie e della stalla, senza tirarsi mai indietro se c’era bisogno del suo aiuto.

La sua vita la ha trascorsa, lì, tra le sue montagne, portando avanti il locale di famiglia.

Una piccola osteria, nella quale Argenta conquistava i clienti con i suoi deliziosi manicaretti e, neanche a dirlo, con la sua personalità. Una personalità forte, che sapeva conquistare anche i più giovani, con i quali Argenta sapeva relazionarsi benissimo, nonostante l’età. Tanto che l’associazione giovanile Monchiophobia nel 2012 le ha assegnato il titolo di «Mito monchiese». Ci sapeva fare, insomma, con le persone e aveva una dote oggi sempre più rara: l’empatia. Mancherà a tutti la mitica Argenta, che ha trascorso gli ultimi tre anni della sua vita alla Casa Protetta Val Cedra di Monchio, dove è stata accolta e coccolata da tutto il personale e dove erano tanti gli amici di una vita che la andavano a trovare. In molti la accompagneranno nel suo ultimo viaggio che partirà oggi alle 13 dalla sala del commiato della Casa Protetta di Langhirano per la chiesa di Monchio.

 

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