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GIORNO DEL RICORDO

Foibe, quei tre cortei per la tragedia che ancora divide

10 febbraio 2020, 05:01

Foibe, quei tre cortei per la tragedia che ancora divide

PIERLUIGI DALLAPINA
 ANTONIO BERTONCINI

Ci sono tragedie che uniscono e altre, invece, che anche a distanza di oltre 70 anni continuano a scatenare odi, rancori, divisioni. E questo è il caso delle foibe, che ogni anno tornano ad occupare le pagine di cronaca per le polemiche scatenate in occasione del Giorno del Ricordo, una ricorrenza istituita nel 2004 per non disperdere la memoria degli infoibati. Parma, nel braccio di ferro fra letture della storia contrapposte, è sempre nell'occhio del ciclone, tanto che anche ieri sono scesi in strada tre cortei. Quelli organizzati da partiti e movimenti di destra hanno sfilato al mattino e alla sera per ricordare gli italiani uccisi dai partigiani di Tito, mentre il terzo corteo, quello che puntava il dito contro i crimini nazifascisti nella ex Jugoslavia, verso sera si muoveva al ritmo di «Bella ciao». Per evitare il contatto fra le due manifestazioni del pomeriggio sono stati schierati in assetto antisommossa carabinieri e poliziotti, a dimostrazione di quanto ancora le foibe creino una spaccatura nell'opinione pubblica. Agli agenti della polizia locale è stato invece affidato il compito di gestire un traffico che, a causa dei due cortei e della partita, si bloccava in lunghe code di auto. 
FRATELLI D'ITALIA
Un silenzioso e tranquillo corteo, sfilato da via Mazzini al monumento ai Caduti, in via Melloni, ha aperto le celebrazioni di Fratelli d’Italia per la Giornata del Ricordo. Alla deposizione della corona davanti al monumento, Massimo De Matteis, dirigente nazionale del partito, ha reso omaggio «ai connazionali istriani trucidati dai comunisti di Tito e alle trecentomila persone che dovettero lasciare le loro case per divenire esuli in patria». Il deputato piacentino Tommaso Foti ha affermato che «la storia è stata scritta con la penna rossa dai vincitori». Dopo la deposizione della corona, in piazza Garibaldi, al Bistrò, è andata avanti la riflessione sulle foibe con Massimo Bagatti, presidente del circolo D’Annunzio. De Matteis, lasciato da parte il fair play della cerimonia pubblica, ha reso omaggio «ai ragazzi della Repubblica sociale italiana», prima di ricordare che a Parma esiste una via Martiri delle Foibe, «ma esiste ancora una via dedicata a Tito, che non si è voluta cancellare». Per Daniele Trabucco, docente di diritto all’Università di Padova, il Giorno del Ricordo «non dovrebbe essere una manifestazione di parte ma di tutti».
OFFICINA POPOLARE
Alle 17 in punto erano in piazzale Barbieri, con le loro bandiere rosse, a cantare canti di lotta insieme a Rocco Rosignoli, musicista militante. Il presidio di Officina popolare si è trasformato in pochi minuti in un corteo, marcato stretto dalle forse dell'ordine, che ha sfilato lungo via La Spezia prima di fermarsi alla rotatoria con viale Milazzo e via Ugo Bassi. Qui, ad aspettarlo, c'era Iride Massari, la figlia di Eleuterio Massari, uno dei «sette martiri di piazza Garibaldi», prima fucilato e poi abbandonato senza alcun rispetto dai fascisti davanti al cimitero della Villetta. Proprio davanti al cancello principale, ma solo dopo una lunga mediazione con le forze dell'ordine, Iride, accompagnata dal marito Armando Maestri e dal figlio Nicola, ha potuto depositare un mazzo di garofani. «Avevo 22 mesi quando uccisero mio padre», ricorda ancora commossa, mentre Officina popolare presidiava l'ingresso di viale Milazzo.
IL «10 FEBBRAIO»
Silenzioso, compatto, quasi militaresco, illuminato da decine di fiaccole. Questo era il corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato dal Comitato 10 febbraio, che ha sfilato da via Chiavari a piazzale Fiume, dove è stata deposta una corona di alloro. Visto lo stesso orario, e la vicinanza con la manifestazione di Officina popolare, anche il tragitto di questo corteo era tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine, che hanno evitato ogni contatto fra i due gruppi. «Purtroppo, sulla tragedia delle foibe c'è ancora una parte politica che vuol fare del revisionismo. Forse vogliono negare una storia ampiamente riconosciuta, ma questo atteggiamento li pone fuori dal tempo», commenta Pier Paolo Mora, esponente del «10 febbraio».
CONVEGNO E POLEMICHE
Poliziotti e carabinieri dovranno però tornare in strada anche questa sera. Ad accendere gli animi è il convegno «Foibe e fascismo» in calendario alle 21 al cinema Astra. Accusato dalle destra di essere un incontro revisionista, il convegno sarà contestato da un presidio organizzato in viale Solferino da Checkpoint Pasta e da Gioventù nazionale. Officina popolare, a sua volta, non esclude una contromanifestazione in piazzale Volta per difendere l'appuntamento al cinema.
 

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