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lettera alla gazzetta

Oliviero Toscani chiede scusa alla città

10 febbraio 2020, 05:08

Oliviero Toscani chiede scusa alla città

Gentile direttore,

mancano pochissimi giorni alla partenza, prevista per il 13 febbraio, del progetto «Imagine Parma - Points of view» e io mi sento in dovere di scrivere questa lettera perché le polemiche di questi giorni, seguite da una mia frase pronunciata durante un programma radiofonico, sono naturalmente arrivate anche a Parma.

Nel corso di una trasmissione ho maldestramente formulato una frase che, quand’anche pronunciata senza alcuna intenzione offensiva o irridente verso le vittime del Ponte Morandi, ha causato disagio e riprovazione in tante persone, prime tra tutti i famigliari delle vittime, già caricati di un dolore e un’angoscia pesantissimi.

Mi sono immediatamente scusato con tutti e, in particolare, con chi in quella tragedia ha perso persone care, per la formulazione sbagliata di quelle parole che, come ho detto e ripeto, in nessun modo volevano rappresentare indifferenza, dileggio o sufficienza verso quella ferita così grande.

Sono grato a Egle Possetti, che rappresenta i parenti delle vittime con una dignità che mi colpisce e che poche volte mi è capitato di vedere, che ha immediatamente accettato queste scuse.

Ci siamo sentiti e spero di incontrarla presto per manifestarle di persona il mio pensiero e il mio rincrescimento per l’accaduto. Mi piacerebbe poter mettere a disposizione sua e della causa che rappresenta un po’ di quello che so fare: fotografie che possano raccontare la vita delle persone «dopo il ponte», sperando così che le immagini, il confronto e la condivisione possano svolgere il loro ruolo, che è poi quello della cultura in generale, quello cioè di creare qualcosa di buono anche da un episodio spiacevole.

Come era prevedibile, tuttavia, alcune persone (e qualcuno anche a Parma), sui media e social network hanno ritenuto di strumentalizzare tale episodio e probabilmente continueranno a farlo. Io non sono qui per chiedere o cercare facile indulgenza, ma solo per chiarire, una volta per tutte, una cosa: io non sono quella frase. Come tutti ho una storia ed è quella che mi ha portato a essere coinvolto nelle iniziative di Parma Capitale della cultura 2020. Una vita non può esaurirsi in una manciata di parole che ho pronunciato in maniera maldestra e inaccorta, ma senza alcun intento offensivo. Dopo aver chiesto scusa «a Genova», chiedo quindi scusa anche «a Parma».

Stiamo per intraprendere nella vostra città un percorso lungo e bellissimo, nel quale saranno coinvolti centinaia di fotografi e con il quale tenteremo di «immaginare Parma», perché l’immaginazione non riguarda solo fantasie astratte, ma può essere il mezzo per offrire un punto di vista nuovo e sorprendente sulla realtà. Quanto tempo passiamo ogni giorno a immaginare? Sicuramente meno di quello che dovremmo. E allora io spero che in questi mesi sapremo osare, fino a suggerire l’incredibile, per creare un archivio fotografico che nessuna altra città al mondo potrà vantare. Chiunque potrà partecipare al progetto: professionisti, dilettanti, artisti, studenti, appassionati. Non mi importa che abbiano grandi attrezzature, obiettivi e macchine costose: sono sufficienti un telefonino e tanta creatività.

Ci aspettano giorni impegnativi e spero che tutta questa magnifica città ci aiuti in questo progetto che porterà a Parma i grandi nomi della fotografia internazionale, oltre a centinaia di altri fotografi che si sono iscritti al programma. La nostra sarà una grande orchestra, che al posto delle note si armerà di immagini. Le più belle, le vedremo proprio sulle pagine del suo giornale tra qualche giorno. Non vedo l’ora di cominciare.

Oliviero Toscani