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INTERVISTA

Virginia Raffaele: «Io, la ragazza del Luna Park»

10 febbraio 2020, 05:03

Virginia Raffaele: «Io, la ragazza del Luna Park»

MARA PEDRABISSI

Cambia per restare fedele a se stessa, Virginia Raffaele. Artista policroma, dalle mille e una sfumatura, alza l'asticella e si mette alla prova con un nuovo spettacolo che, tra le primissime tappe, vede Parma. «Samusà» sarà stasera e domani alle 21 al Regio per la sesta edizione di «Tutti a Teatro». Biglietti presi d'assalto: «Per me è un'ottima notizia - sorride Virginia al telefono - il vostro teatro è uno dei posti più belli dove sia stata. Ritrovarlo, e per lo più colmo di pubblico, sarà un grande piacere».

Virginia, partiamo dal titolo «Samusà»... abbiamo pensato al francese (s'amuser, divertirsi), al greco (s'agapò, ti amo), ma proprio non ci arriviamo...

«Bello! Trovo nelle persone tante differenti letture. In realtà è una parola del gergo dei giostrai. Significa “fai silenzio”, “stai zitto”. Più che per il significato, mi piaceva per il suono; è una strizzata d'occhio ai giostrai che magari verranno a teatro. Parlerò dei miei ricordi, dell'infanzia...».

Oggi, tutto quello che è diverso da noi atterrisce. Lei, al contrario, da sempre, esibisce le sue radici, non convenzionali...

«Le origini sono fondamentali per la ricerca di se stessi. Capisco sempre un po' di più di me se guardo da dove arrivo. E' un rimando naturale e istintivo; per me è un orgoglio essere una giostraia. Il circo è stato nobilitato da Federico Fellini, invece dei giostrai non si parla spesso; nel racconto collettivo vengono anche confusi. Mi piace portare la bandiera della giostraia, ha qualcosa di magico che mi tranquillizza».

Credo abbia detto bene: alcuni giostrai, specie a Roma, sono finiti in giri sbagliati. E questo, come sempre, genera confusione, getta in cattiva luce anche chi non c'entra...

«C'è quell'aspetto e anche il modo di vivere, nelle carovane. Io, per fortuna o purtroppo, non ho fatto quella vita. Sono cresciuta in una casa ma tutto era al luna park. Facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela. Poi il parco di Roma è stato chiuso, cento famiglie a spasso. Ma le estati al luna park sono nei miei ricordi indelebili. Nulla sarà mai più come quello».

Però andare in tournée, cambiare sempre teatro e pubblico, è un po' come essere tornata al luna park...

«Sì! Lo dico anche durante lo spettacolo. In fondo faccio sempre lo stesso mestiere: attraggo il pubblico e lo faccio divertire. E' cambiata solo la modalità».

La volta scorsa, al Regio lo spettacolo «Performance» ebbe un successo strepitoso: imitò Belen e Ornella Vanoni. Ora?

«Questa volta è tutto differente, mi prendo un rischio - è vero - ma credo che sia coerente con quello che sono io. Altrimenti avrei fatto “Performance 2.0”, solamente cambiando il giro di imitazioni. No, questo sarà un racconto diverso anche se a un certo punto il pubblico troverà una “sorpresa” nel mio stile. Ci saranno tre acrobati che accompagneranno il mio racconto. Mi ha aiutato molto il regista Federico Tiezzi, lui, così alto e intellettuale, si è messo in modo stupefacente al servizio della narrazione di un mondo tanto lontano da lui. Lo ha fatto con una poesia e un rispetto commoventi».

Ultimissimi posti disponibili sul circuito ticketone e all'Arci Parma, info 0521-706214.

 

MARA PEDRABISSI Cambia per restare fedele a se stessa, Virginia Raffaele. Artista policroma, dalle mille e una sfumatura, alza l'asticella e si mette alla prova con un nuovo spettacolo che, tra le primissime tappe, vede Parma. «Samusà» sarà...

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