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Astra

Foibe, due verità contrapposte

11 febbraio 2020, 05:02

Foibe, due verità contrapposte

ROBERTO LONGONI

Erano pochi da una parte e dall'altra non tanti di più. Nemmeno a sommarli sarebbero stati più numerosi di chi doveva frapporsi tra le due fazioni. La schiera più folta alla fine era proprio quella formata da poliziotti e carabinieri, in borghese o divisa antisommossa, con i furgoni messi di traverso a far da diga attorno all'Astra, nel caso che qualcuno volesse provare con la violenza ad avere ragione sulle tesi altrui. Il cinema ospitava «Foibe e fascismo», puntuale per la 15esima volta nella contrapposizione alla Giornata del ricordo delle vittime delle foibe. In platea, una cinquantina di persone appartenenti a una lunga lista di sigle, curdi compresi, ma senza l'Anpi che lo scorso anno dovette affrontare una serie di polemiche per aver iscritto il proprio nome tra quelli degli organizzatori. E intanto all'angolo tra viale Solferino e via Rondizzoni andava in scena il flash mob organizzato da Checkpoint Pasta e Gioventù nazionale, per protestare contro il convegno.

Una quindicina gli aderenti alla protesta contro il convegno. Se ne potevano distinguere le voci, quando hanno intonato (ma a cantare è stata solo la metà del drappello) l'inno di Mameli, aiutandosi con un piccolo megafono, dopo aver piazzato sulla recinzione all'angolo della via una bandiera di Gioventù nazionale tra due tricolori. Difficile che il loro Fratelli d'Italia sia arrivato alle orecchie di chi sui gradini dell'Astra attendeva l'inizio della serata. Impossibile che chi si era radunato davanti al cinema riuscisse a leggere i fogli A4 che i dimostranti tenevano davanti a sé, più che altro a uso e consumo dei social. «No al negazionismo» riportavano. Le stesse tre parole comparse sui foglietti appiccicati sui manifesti del convegno, accompagnate da sintetici «Tito boia» vergati con lo spray o con il pennarello in varie parti della città, piazza Alessandro Volta compresa, dove i foglietti sono stati strappati prima dell'inizio del convegno, in una sorta di botta e risposta senza fine. Mentre i manifestanti di Gioventù nazionale se la prendono anche con il Comune. «Dov'è Pizzarotti? Perché concede la sala a negazionisti di questa risma? Un'oscenità nell'anno di Parma capitale della cultura.

Trascorsa una settantina d'anni, inghiottiti da una storia famelica regimi e fedi politiche, scomparse nazioni (lo stesso drappo rosso, bianco e blu con lo stellone rosso al centro portato all'Astra è sudario di una Jugoslavia sepolta tra lutti fratricidi), la divisione tra chi ci crede e chi non ci crede rimane. E così le foibe oltre che voragini dell'orrore sono abissi incolmabili tra opposte ideologie. «Non si tratta di essere di destra o di sinistra - gridava uno dei manifestanti del flah mob -. Qui si tratta solo di ricordare e onorare cittadini che sono stati trucidati solo perché italiani. Tutti nel nostro Paese dovrebbero rispettarli e rispettare la loro memoria, al di là delle differenze di appartenenza politica. Compito non facile, quando di lì a breve, nel cinema sarà proiettato «Le foibe. Basovizza falso storico».

 

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