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OPERAZIONE

Felino, brillano due bombe: una era stata trovata in un salumificio

13 febbraio 2020, 05:01

Felino, brillano due bombe: una era stata trovata in un salumificio

NICOLETTA CARPANA

FELINO Sgombrare uno scantinato e trovare una bomba. Questo è quanto è successo a Claudio Marazzi amministratore delegato della San Michele Spa. Ieri mattina l'ordigno è stato fatto brillare dal nucleo Eod (bonifica ordigni esplosivi) dell'esercito, 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza. Due tecnici con tanto di tuta mimetica, casco e attrezzature varie, sono arrivati in via Ghirardi verso le 11,30, scortati da una pattuglia dei Carabinieri e dalla Polizia locale; in coda anche un'ambulanza della Croce Rossa.

La bomba, come ha spiegato uno degli artificieri, risaliva alla Prima guerra mondiale ed era una granata d'artiglieria per obici di origine austriaca, con caricamento a pallette a effetto scheggiante (esplodendo le palle di ferro si frantumano e le schegge vanno a colpire il bersaglio). Un ordigno bellico datato, ma inesploso e quindi potenzialmente pericoloso. Per farlo brillare in tutta sicurezza, nell'area verde dietro lo stabilimento è stata scavata una buca di 2 metri di profondità nella quale è stata collocata anche la bomba a mano inglese rinvenuta in un campo a Neviano Arduini nella stessa mattinata. Sono stati due chili e mezzo di tritolo collegati ad un detonatore a distanza a fare esplodere entrambi gli ordigni, preventivamente interrati. Finite le operazioni la buca è stata nuovamente aperta per verificare la neutralizzazione e consegnare il verbale delle operazioni ai Carabinieri.

«È da quasi quindici anni che questo salumificio di San Michele Tiorre è di nostra proprietà, ma fino a tutto il 2019 la gestione era appaltata ad un'altra ditta», spiega Claudio Marazzi. «Dal 2 gennaio lo stabilimento è tornato sotto il nostro controllo e durante lo sgombero di un sotterraneo pieno zeppo di cianfrusaglie, mi sono imbattuto in una scatola di legno che ho aperto, trovandomi in mano questo ordigno, piuttosto arrugginito ma ancora integro. Ho immediatamente chiamato i Carabinieri che a loro volta hanno avvisato il prefetto per i provvedimenti del caso».

Il salumificio è attaccato a una casa disabitata, risalente a diversi decenni fa e lo scantinato è proprio sotto l'edificio abbandonato. Probabilmente i vecchi proprietari trovarono il residuato bellico nei dintorni e decisero di conservarlo. Tutto si è svolto senza problemi, solo un vicino sentito il botto, anche se contenuto, ha esclamato inconsapevole: «Co ghé? ‘Na bomba?».

MOZZANO: RESIDUATO BELLICO NELLA CASA DELLA NONNA

NEVIANO Una semplice passeggiata nel bosco si è trasformata nel ritrovamento di un ordigno bellico, traccia delle vicende storiche che hanno segnato il territorio nel corso dell'ultimo conflitto mondiale. Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi quando una ragazza, residente a Felino, si era recata nei boschi intorno a Mozzano. Complici i racconti narrati dalla nonna originaria della zona, la giovane era in cerca di quelli che ormai sono i resti della casa dove la donna aveva trascorso la sua infanzia: un cumulo di macerie e un muro oramai diroccato, avvolto dalla vegetazione in una zona impervia a un chilometro circa dalla strada che porta alla Val Toccana. E proprio tra il fogliame la giovane ha intravisto, poco distante dal muro, l'ordigno, una bomba a mano che probabilmente era stata nascosta tra i mattoni della struttura e che nel tempo si sono sgretolati. La giovane ha immediatamente allertato i Carabinieri della caserma di Neviano degli Arduini che hanno prontamente circoscritto e messo in sicurezza la zona, procedendo poi alla richiesta di intervento degli artificieri per neutralizzare l'ordigno. Ieri mattina sono giunti da Piacenza i militari del II° Reggimento Genio Pontieri, coadiuvati nell'operazione dai Carabinieri di Neviano. I genieri hanno provveduto a tamponare l'ordigno, l'hanno messo in sicurezza per poi prelevarlo. La granata, modello N36 di fabbricazione inglese, era ancora intatta e con la spoletta ancora presente. I militari l'hanno prelevata e portata a Felino dove avevano in programma un intervento simile, al termine del quale hanno fatto brillare gli ordigni.

MARIA CHIARA PEZZANi

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