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Protesta

I commercianti di Galleria Polidoro: «Sporco e baby gang: siamo esasperati». E Casa promette: «Presto una scuola»

13 febbraio 2020, 05:08

I commercianti di Galleria Polidoro: «Sporco e baby gang: siamo esasperati». E Casa promette: «Presto una scuola»

CHIARA POZZATI

Serrande abbassate e polverose, angoli lerci di urina e sbarre ai cancelli. Ecco come si presenta la Galleria Polidoro, in un pomeriggio qualunque. Uno squarcio desolante sul lato ombra della centralissima via Mazzini.

«Il salotto della città, forse lo è stato fino agli anni ‘70»: sorriso amaro, un folto drappello di commercianti si ritrova nelle retrovie di una capitale italiana della cultura «ancora in affanno. Invitiamo il sindaco a farci visita per aprire un tavolo di lavoro e costruire insieme un percorso. Sono tornate le baby-gang e occorre studiare un piano concreto per rilanciare il commercio, rivolgiamo questo appello al primo cittadino perché teniamo alla nostra città». Così, all'indomani di «Parma Europa», che ha visto proprio Federico Pizzarotti negli studi di 12 TvParma citare le Gallerie Polidoro e Bassa dei Magnani, il popolo delle vetrine vuole andare oltre le polemiche. «Per quanto mi riguarda il problema principale è l'assenza di mercati e attività in via Romagnosi - chiosa Stefano Stefanini, storico calzolaio - la famosa Ghiaia piccola non è mai decollata e, vista l'eliminazione dei parcheggi, siamo ancora più isolati. Non solo: degrado chiama degrado, ecco perché l'assenza di movimento di persone chiama a raccolta una fauna non proprio raccomandabile. C'è poi una carenza d'illuminazione che contribuisce ad allontanare i clienti perbene». Più tranchant Aldo Dessi specializzato nella vendita di articoli militari: «E' chiaro che se la polizia municipale continua a passare solo davanti a via Mazzini risolviamo poco. Qui i ragazzini sono impuniti: si danno botte da orbi e spacciano, al di là del fatto che la loro inciviltà spaventa - va al sodo senza tanti giri di parole -. Inoltre, se il Comune autorizza cambi di destinazioni d'uso da negozi a magazzini senza farsi domande molti proprietari di locali preferiscono approfittarne e chi passa attraverso le gallerie vede un'infilata di vetrine vuote o con dentro accatastato di tutto. Non solo: non si può intervenire su chi non tiene in ordine il retro dei propri negozi?». A invocare l'aiuto dell'amministrazione sono anche il farmacista Michele Brembilla e Sauro Giubbani, al timone del bar Ponte Romano, tra i più recenti ad approdare in Galleria e tra i più bersagliati dai ragazzini terribili. «Quasi ogni mattina troviamo i resti delle notti brave: cocci di vetro e bicchieri con resti di alcolici ovunque - allarga le braccia il barista -. Eppure ce la mettiamo tutta per cercare di ravvivare la zona e per il plateatico paghiamo migliaia di euro». Tutti sono consapevoli della «complessità della situazione, in cui sicuramente occorre l'aiuto anche dei privati. Tuttavia crediamo che anche per il Comune una reale riqualificazione di questa zona sia una scommessa, un'opportunità. E non solo per il 2020».

CASA: RIANIMEREMO LA ZONA

Da vetrine spente e desolanti ad aule popolate da studenti: «Un'iniziativa in cui io per primo credo fortemente, tanto che sto contattando i proprietari dei muri di alcune attività sfitte per coinvolgerli». A parlare è l'assessore al Commercio e alla Sicurezza Cristiano Casa, fresco di ritorno dall'Olanda: «L'obiettivo è quello di rianimare la galleria con la presenza della scuola di altissima formazione parte del circuito Its (istituti tecnici superiori) che trova casa anche al Cisita. Ho già effettuato diversi sopralluoghi con tecnici e proprietari, è chiaro però che le tempistiche non sono immediate. Percorrendo questa strada infatti, non tutti erano d'accordo, alcuni anzi non sono nemmeno pervenuti». Sulla questione sicurezza si toglie un macigno dalla scarpa: «Abbiamo installato le telecamere e siamo attivi sul controllo, come ha dimostrato l'individuazione di diversi giovani che hanno commesso reati, l'ultimo in ordine di tempo il graffitaro - e rilancia -. Perché non creare un gruppo di controllo di vicinato tra residenti e commercianti?». Ma è sulla questione del decollo del commercio che tiene ad accendere i riflettori: «L'idea di creare dei bandi per promuovere nuove attività nelle Gallerie, e soprattutto in via Romagnosi, nasce dall'amministrazione. Questo anche perché via Romagnosi, per sua natura, è una zona ideale per accogliere bistrot e attività di ristorazione. Ecco perché abbiamo creato un tavolo di confronto che ha visto associazioni di categoria, proprietari immobiliari e agenzie immobiliari protagonisti. Risultati zero: nessuno ha partecipato ai bandi, nonostante i sostegni economici e gli incentivi. Non solo: esistono vincoli particolarmente rigidi in molti regolamenti condominiali di via Romagnosi che non permettono l'apertura di attività di ristorazione». Sull'illuminazione, infine, dal Comune precisano con una nota che «come condiviso con i residenti, abbiamo sostituito buona parte dell'impianto di illuminazione pubblica ed incrementato con nuovi punti luce».

Ch.Poz.

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