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Assemblea infuocata

I residenti di Gaione: «Da anni nessun contributo per il parco bimbi»

14 febbraio 2020, 05:01

I residenti di Gaione: «Da anni nessun contributo per il parco bimbi»

CHIARA POZZATI

L’intuizione era perfetta. Creare un’area verde a Gaione, con un parco bimbi pronto ad accogliere i figli della zona sud. A farsene carico (da sempre) il Gruppo amici di Gaione, un faro per la comunità che ha sopperito le mancanze di un Comune «troppo concentrato sul centro città e meno sulle periferie».

A parlare è Claudio Bigliardi, anima del sodalizio, che ha guidato un’assemblea pubblica rovente. E riavvolge il filo: «A inizio 2019, senza alcun avviso, Iren ha staccato il contatore dell’acqua necessario all’irrigazione. Tutto perché il Comune era moroso da tre anni. Secondo la convenzione sottoscritta nel 2007 il pagamento delle utenze era a suo carico, ma oggi siamo ancora qui senza risposte chiare. Ci aspettavamo che, con la primavera alle porte, la giunta chiarisse la sua posizione, visto che da anni tutti i fondi per il parco li deve mettere l’associazione».

Nonostante le buone notizie sul bilancio del sodalizio, le spese per la manutenzione del parco non sono «un affare di poco conto». Ma sono stati tanti i temi all’ordine del giorno. Dalla sicurezza stradale, vecchia ferita aperta nel cuore della frazione, al destino dell’ex scuola del paese. «Parma 2020? L’amministrazione snobba ancora di più le periferie - si sfogano diversi residenti -. I fondi vengono utilizzati per abbellire il centro, ma le propaggini della città non sono di serie B». A far deflagrare l’insoddisfazione è stata per l’appunto la mancata risposta sui contributi per il mantenimento del parchetto, un’area verde unica per il quartiere ma anche per chi viene da fuori. Un fazzoletto di terra rigoglioso grazie ai volontari dell’associazione, generosamente offerto a titolo gratuito dalla Congregazione di «San Giovanni Battista Precursore» e al centro di un accordo stipulato tra l’amministrazione e l’associazione Gruppo amici di Gaione. La convenzione risale al 2007 e grazie all’intesa col Comune, la comunità e la parrocchia dovevano curare lo spazio. L’amministrazione si impegnava invece a versare un contributo annuo di 5mila euro. Fino al 2010 tutto liscio. Nel 2011, anno del commissariamento, era stato ridotto a 3mila euro. Poi più nulla. Nemmeno per le bollette dell’acqua, tanto che lo scorso giugno, dopo due anni di morosità, Iren ha staccato le bollette. La Paci dal canto suo ha garantito che avrebbe raccolto le istanze «per confrontarsi col segretario generale e ripartire da una sorta di anno zero chiarendo le posizioni di entrambe le parti». Una risposta che «lascia con tanta delusione - ribattono in molti - speriamo solo di non dover attendere il 2021».

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