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L'addio

Alessia, il ricordo dei compagni di classe, di squadra, prof e allenatori

15 febbraio 2020, 05:08

Alessia, il ricordo dei compagni di classe, di squadra, prof e allenatori

MARA VAROLI

«Assenza più acuta presenza»: alla prima campanella, era la poesia ad accoglierla sulla porta del liceo. Quei versi di un giovane Attilio Bertolucci che oggi più che mai sono per lei. E per i suoi 18 anni.

«Alessia voleva fare tutto e bene. Il basket e la scuola erano le sue priorità»: i prof la ricordano con un filo di voce. Troppo giovane per volare in cielo, troppo bella per non sorridere più e troppo forte per spegnersi, a un passo dalla maturità e alla vigilia di una partita che l'avrebbe vista vincere: sempre in squadra, mai da sola. Lo si capisce dallo sguardo, da quegli occhi profondi, attenti e curiosi. Che Alessia Zambrelli, morta l'altra notte, rincorreva la vita. La malattia non ha mai fermato l'amore per lo studio, per lo sport, per gli amici e, in particolare, per la famiglia.

IL RICORDO DELLA PROF

«Alessia era brava in tutte le materie - continuano i professori del liceo Bertolucci -. Si stava preparando per la prova Invalsi e studiava durante le cure: è sempre rimasta al passo con i compagni».

Una classe molto unita la sua quinta liceo sportivo, che ora dovrà sopportare il peso di un banco vuoto, là in fondo all'aula.

IL PRESIDENTE DELLA MAGIK

Dopo la «scuola-casa» c'era il basket: «Diciotto anni - ripete il presidente della Magik Davide Malinverni -. Era una brava bambina. Un'atleta della Magik Rosa di serie B. E Alessia era la più piccola, la mascotte della squadra. In più, faceva l'istruttrice: allenava le Gazzelle, che l'adoravano. Ha sempre giocato a basket e prima della Magik nel Basket Parma. Stasera ci doveva essere il derby con le Tigers ma abbiamo chiesto di rinviare la partita: le sue compagne sono distrutte. Alessia era parte integrante della squadra. E quando non poteva giocare, le facevamo le dirette facebook». Poi, ripensa Malinverni, con dolore: «Quando arrivava in palestra, mi dava un bacio e mi diceva "Ciao pres"».

LA «ZIA» ROSSELLA

L'allenatrice Rossella Rossi ne parla come di una «nipote»: «L'ho allenata nelle giovanili della Basket Parma, poi dopo un passaggio nelle Tigers l'ho chiamata nella Magik: Alessia era un'atleta con grandi potenzialità, le stesse che non potrà più esprimere. Ha sempre dato tanto per il basket e aveva un'empatia che avvolgeva lo spirito delle altre. Aveva un carisma innato e riusciva a trasmettere alle più piccole la passione per il basket. Era una trascinatrice e per le sue ragazze rappresentava un esempio: le copiavano persino le scarpe». Una ragazza super, che adorava il mare, quella spiaggia di Lido di Classe, e la montagna, le camminate a Pugnetolo. Una ragazza «speciale», che sapeva entrare nel cuore dell'altro: pronta all'aiuto e mai in panchina. Così lo sport ha perso una promessa. Così una città ha perso una «figlia» che avrebbe portato alto il suo nome.

IL PRESIDE TOSOLINI

E così un liceo ha perso un'alunna di cui andare orgogliosi: «Alessia ci ha lasciati - scrive il preside Aluisi Tosolini -. Il Bertolucci è ammutolito dal dolore per la morte di Alessia della classe 5ª Sportivo che in questi mesi le è stata accanto nella malattia. Alla famiglia la vicinanza del docenti, del personale e degli studenti del liceo Bertolucci, la sua scuola-casa. L’irrompere della morte dentro una comunità educativa annichilisce tutti coloro che per definizione lavorano avendo come orizzonte il futuro. Futuro che per Alessia si è fermato tra le mura di un ospedale. E le nostre parole di dolore, di solidarietà e di vicinanza restano strozzate in gola e si fanno pianto. Lacrime per Alessia che non c’è più. Lacrime che non possono essere asciugate e consolate: assenza come più acuta presenza».

Lacrime e dolore per mamma Cecilia, papà Gian Luca, la sorella maggiore Erica e i nonni. L'ultimo saluto ad Alessia sarà oggi alle 15, partendo dall’Ospedale Maggiore per la chiesa Buon Pastore in Largo Coen.

I COMPAGNI DI CLASSE

Un ultimo viaggio in cui i compagni di classe, insieme da cinque anni, le terranno «la mano», con un pensiero che non svanirà: «Cara Zambra, il fatto che tu ci abbia lasciati è duro da accettare, ma allo stesso tempo è la realtà e, come spesso accade in questi casi, non è né dolce e né felice - scrivono i ragazzi della quinta liceo sportivo Bertolucci -. L’unico augurio che ci sentiamo di farti è legato alla nuova avventura che sicuramente stai per affrontare, per quanto questa, purtroppo, sarà lontano da noi. Noi speriamo che tu sia in buona compagnia, con delle persone che ti sappiano amare e siano capaci, soprattutto, di farti sorridere: sorriso che, indelebilmente, rimarrà nei nostri cuori».

E concludono: «Non è il caso di dire hai lasciato un vuoto incolmabile, perché questo vuoto sarà sempre colmato dalla forza e dall’amore che ci hai trasmesso. Il tuo sorriso resterà per sempre impresso dentro ognuno di noi».

 

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MARA VAROLI «Assenza più acuta presenza»: alla prima campanella, era la poesia ad accoglierla sulla porta del liceo. Quei versi di un giovane Attilio Bertolucci che oggi più che mai sono per lei. E per i suoi 18 anni. «Alessia voleva fare tutto...

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