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Il caso

È indebitato per 192mila euro. Il giudice: «Basta che ne versi 14mila»

15 febbraio 2020, 05:07

È indebitato per 192mila euro. Il giudice: «Basta che ne versi 14mila»

Tutte le aveva provate, per salvare la propria azienda. Ma l'unico risultato era stato accumulare debiti su debiti, prima di essere costretto ad alzare bandiera bianca di fronte alla crisi. Una storia come tante, purtroppo. Ma con un colpo di scena finale. Già, perché l'ex imprenditore ora in pensione, in tribunale ha visto un taglio netto alla cifra che avrebbe dovuto rifondere ai propri creditori. Il giudice Irene Colladet, infatti, ha accolto le tesi dei suoi legali, Claudio Defilippi e Franco Varesi che chiedevano per il loro assistito l'applicazione della legge sul sovraindebitamento. E così, dei 192mila iniziali, si dovranno versare 14mila euro in totale, corrispondendo 300 euro al mese (lui che ne percepisce 1.300 di pensione) per quattro anni. «E dopo tale periodo - sottolinea Defilippi - potrà di nuovo fare ricorso al credito e acquistare beni a proprio nome senza il timore che possano essere aggrediti dai creditori».

Il pensionato era stato titolare di una piccola azienda a conduzione familiare per una ventina d'anni. Per risanare l'attività in crisi e per sostenere l’acquisto della prima casa aveva finito con il gravarsi di tre contratti di mutuo. Non solo. Oltre ai debiti contratti con i fornitori, sulle spalle si era ritrovato debiti con l’erario per un totale di 16mila euro con finanziarie e istituti di credito. Una situazione insostenibile: incessanti erano le richieste di restituzione del denaro preso in prestito, mentre cresceva la mole di procedimenti giudiziali azionati dai creditori per ottenere la sua condanna ad adempiere e per sottrargli l’unico immobile di sua proprietà. Alla fine, era scattata un’esecuzione immobiliare dal 2012, per l'esproprio della casa in cui vive con i propri familiari per 22mila euro.

Solo l’intervento tempestivo dei legali, che hanno depositato la proposta di liquidazione accolta dal Tribunale, ha consentito di sospendere l’esecuzione immobiliare (quando la casa era già stata venduta e trasferita a terzi), permettendo così di aggiungere alla liquidazione patrimoniale il prezzo pagato per l’acquisto dell’immobile stesso, mettendo la somma a disposizione di tutti i creditori e non soltanto coloro che avevano preso parte all’azione esecutiva. «Il deposito della proposta di liquidazione del patrimonio - sottolinea Defilippi - consentirà al debitore di liberarsi di tutti i debiti e non soltanto di quelli contratti con le banche e, soprattutto, di conseguire una riduzione di circa il 50 per cento dell’ammontare complessivamente dovuto».

r.c.

 

 

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