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LUTTO

Giuseppe Gennari, l'ultimo «vate» del dialetto e della parmigianità

17 febbraio 2020, 05:04

Giuseppe Gennari, l'ultimo «vate» del dialetto e della parmigianità

Lorenzo Sartorio

Anche se, come usava spiritosamente affermare, si sentiva un «pramzàn ariós», essendo nativo di Fragno di Calestano, alla parmigianità vera ed alla poesia in vernacolo ha dato un notevole contributo, sia come socio attivo della Famija Pramzana che come poeta dialettale. Giuseppe Gennari è deceduto nei giorni scorsi all’età di 87 anni compiuti a gennaio.

Di antica famiglia calestanese, Giuseppe, ragazzino, si trasferì con la famiglia a Parma andando ad abitare in viale dei Mille dove trascorse gli spensierati anni dell’adolescenza e della giovinezza. Quel viale che gli rimase sempre nel cuore e dove vantava tantissimi amici, gli ex ragazzi di viale dei Mille, dei quali faceva orgogliosamente parte.

Laureatosi in matematica, intraprese la carriera dell’insegnamento all’Itis e all’Istituto Salesiano per poi diventare preside nelle scuole medie di Traversetolo e Felino. Aveva un carattere molto buono anche se riservato ma, comunque, sempre disponibile. Il suo grande hobby fu la valorizzazione del nostro vernacolo e della poesia dialettale. La sua opera più recente, pubblicata nel 2015, fu la raccolta «Do gossi äd rozäda» che presentò nell’auditorium Romano Gandolfi della Corale Verdi. Un bel libro, apprezzato dagli appassionati di vernacolo ed impreziosito da disegni eseguiti dalla pittrice Erminia Sommi. I versi di Gennari, gradevoli e di grande fragranza d’animo, si ispirano alla tradizione nonchè ai capolavori dei grandi maestri del vernacolo quali Renzo Pezzani, Luigi Vicini, Alfredo Zerbini ed altri.

La sua ultima raccolta poetica, Gennari, la volle dedicare alla moglie Beatrice. In alcuni versi il poeta descrisse anche alcuni particolari della vita del suo quartiere, il Montanara dove, con versi struggenti come «L'inondasjón» e «J Angioj dal fàngh», descrive la tragica inondazione del 2014. Amava tantissimo Parma, ma anche la sua terra, in quanto trascorreva le vacanze estive a Fragno tra le cime amiche dei suoi amati monti. Era legatissimo alla famiglia : alla moglie Beatrice, ai figli Andrea, Claudia ed Ilaria. Come pure stravedeva per gli adorati nipoti Valentina, Martina, Elia, Davide ed Elisa.

Gennari era anche socio della Famija pramzana. «Un vero punto di riferimento della nostra parmigianità, per il dialetto e la cultura popolare – ricorda il presidente Claudio Cavazzini –. Era uno degli ultimi poeti dialettali, nei suoi testi faceva trasparire tutti i valori della nostra antica identità popolare. La Famija lo ricorderà nella maniera che sarebbe stata da lui più gradita, ovvero recitando alcune delle sue più belle poesie».

Il rito funebre si svolgerà oggi alle 14.30 nella chiesa Famiglia di Nazareth, indi per il tempio di Valera.

 

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