Sei in Gweb+

VERSO TORINO-PARMA

Gli obbiettivi di Grassi: «La salvezza e la salute»

20 febbraio 2020, 05:02

Gli obbiettivi di Grassi: «La salvezza e la salute»

SANDRO PIOVANI

Alberto Grassi avrebbe mille e un motivo per essere arrabbiato. Invece il sorriso accogliente prima di una chiacchierata sul calcio, sul Parma e non solo, fa capire come questo centrocampista, 25 anni fra pochi giorni (il 7 marzo), pensi positivo, come si usava dire qualche anno fa. Lo si capisce quando si parla dei suoi infortuni, del suo recupero, del rientro in squadra. Dodici presenze, quasi 400 minuti giocati (fonte Parma Calcio 1913 ndr), ancora poco ma lui sorride. In abbinamento un paio di classici gesti scaramantici ripensando a tutti gli inghippi fisici che ha dovuto superare («Sembra che io stia bene adesso»). E naturalmente si parla delle vicende del Parma. Perché lui, per prima cosa pensa al Parma. Ma, almeno ufficialmente, non all'Europa. «No, no... prima dobbiamo salvarci. Manca ancora qualcosa, questo è il nostro primo obbiettivo. Raggiungiamola e poi si vedrà».

Però sembra ormai anacronistico parlare ancora di salvezza...
«Mah, forse è vero. Però noi prima raggiungiamo la salvezza, poi si vedrà».

Ma te l'aspettavi un Parma sesto, oggi?
«Abbiamo una rosa importante, il nostro allenatore ha a disposizione un bel gruppo e, nonostante i tanti infortuni, riesce sempre a mettere in campo una bella squadra».

Tu hai iniziato nell'Atalanta, che sembra sia il modello da seguire... Ci trovi delle analogie?
«Ero all'Atalanta nel primo anno in cui andò in Europa. E qui mi sembra di vivere un po' quella situazione. Anche se l'Atalanta, in quel periodo, aveva qualche punto in più se non ricordo male. Come entusiasmo soprattutto è uguale».

Con un pubblico che magari mugugna ogni tanto, ma non è mai invadente, oppressivo.
«Ci sta che mugugni ogni tanto... Ma ti lascia sempre tranquillo. A parte che da quando sono qui non è che abbiamo vissuto momenti veramente negativi. Un po' l'anno scorso, però ti lasciano tranquillo. Anche nel privato, non sono mai invasivi».

Un Parma che è uscito da piccole tempeste di mercato con grande maturità: pensiamo alla vicenda Kulusevski e ancor di più a Gervinho...
«Certo, c'è maturità, forza. Anche perché c'è un bello spogliatoio. Chi arriva si sente subito a suo agio, senza dimenticare che sono arrivati giocatori dal grandissimo valore. E quindi anche questo aiuta».

E poi ci sono anche giocatori, citiamo Iacoponi e Gagliolo come esempi, che sono cresciuti moltissimo...
«Vero. Merito del loro lavoro. Iacoponi se non sbaglio era qui in Lega Pro. In ogni caso son tutti ragazzi che non hanno paura di lavorare, se c'è un segreto è questo...».

D'Aversa quanto è importante nell'organizzazione di questa macchina?
«Tantissimo. Lui è un martello, non molla mai. E questa è la nostra forza. Anche quando ci sono partite dove non giochiamo bene, sotto l'aspetto della cattiveria, dei contrasti la portiamo a casa. Riusciamo spesso a fare dei punti».

Parliamo di te: come stai vivendo questo momento personale, dove stai cercando di recuperare la forma migliore dopo l'infortunio?
«Ehh, è brutto. Perché stare fuori dallo spogliatoio non è certo bello. Ma proprio per questo uno si impegna per rientrare il prima possibile e mettersi a disposizione del mister».

Anche perché, per il tipo di gioco che fai e per le tue caratteristiche, sembri uno di quei giocatori tagliati su misura per il calcio del Parma.
«Però abbiamo una grande rosa, il mister non ha che l'imbarazzo della scelta. Sta a noi metterlo in difficoltà nelle scelte».

Adesso stai rientrando, piano piano, senza fretta: sembra sia questa la scelta.
«Sì, sì è questa. Piano piano, senza fretta. Perché fermarsi ancora sarebbe brutto. Con i preparatori abbiamo parlato anche di questo».

Chi è il compagno che ti è stato più vicino in questi mesi, dopo l'infortunio?
«Quando mi ero fatto male Inglese, Sepe ed anche Dezi. Quest'anno anche Kuco. Ma devo dire tutto il gruppo, loro in particolare perché ci vediamo spesso anche fuori dallo spogliatoio».

Il gol al Brescia (quello dell'1-1 al 94' ndr) è stata la tua gioia più grande.
«Sì. Una soddisfazione grande dopo un periodo brutto per me. Anche se i bresciani - scherza - non l'hanno presa benissimo (Grassi è di Lumezzane, provincia di Brescia ndr)».

Occhio adesso perché sei diffidato..
«Sì, ho giocato quattro partite, quattro cartellini gialli (ride ancora...), magari due erano esagerati. Però...».

E adesso il Torino...
«Il Torino, come giocatori, non merita certo la posizione che ha in classifica. Poi sta passando questo momento negativo, c'è stato il cambio di allenatore. E adesso faranno di tutto per fare bene. Daranno tutto e di più. Sarà una partita molto dura, molto tosta. Giocano in casa, davanti ai loro tifosi. Faranno di tutto per vincere questa partita».

Cosa dovrà fare il Parma?
«Le partite non si sa mai come vanno. Magari le prepari in un modo e poi succede il contrario. credo che l'importante sia vincere i contrasti, arrivare prima sulle seconde palle. Poi si vedrà».

Da qui a fine stagione cosa ti aspetti?
«Vorrei essere sempre in campo per allenarmi al massimo ed essere sempre a disposizione del mister»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SANDRO PIOVANI Alberto Grassi avrebbe mille e un motivo per essere arrabbiato. Invece il sorriso accogliente prima di una chiacchierata sul calcio, sul Parma e non solo, fa capire come questo centrocampista, 25 anni fra pochi giorni (il 7 marzo),...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal