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Meningite

Lo strazio dei genitori della piccola Camilla: «Cantava sempre»

21 febbraio 2020, 05:08

Lo strazio dei genitori della piccola Camilla: «Cantava sempre»

MARA VAROLI

La vogliamo ricordare così, con i suoi pupazzetti in mano, mentre cantava una canzone: quella del «Pesciolino rosso» o dell'«Anisello Nunù». A Camilla piaceva la musica e ascoltava persino quella dei grandi: anche se nessuno le allungava un microfono, lei saliva sulla seggiola e attaccava con un ritornello, con il suo cane Dory a fare da pubblico. «Dolce, simpatica con tutti e sempre sorridente», ricordano il papà e la mamma, nel giorno dell'addio. E oggi la musica ritornerà, per accompagnarla tra il «coro» degli angeli.

È volata via a 6 anni, Camilla Orioli per colpa di una maledetta malattia: venerdì scorso era stata ricoverata al Maggiore in gravissime condizioni per meningite batterica da streptococco (gruppo A), diagnosticata dai pediatri dell'Ospedale dei Bambini di Parma «Pietro Barilla»: un quadro clinico molto preoccupante. Sabato, era stata trasferita nella prima Anestesia e Rianimazione. E mercoledì si è spenta, tra gli abbracci e il dolore inimmaginabile della famiglia.

E' volata via quando aveva appena iniziato una nuova avventura, quella della prima elementare: «Ed era talmente simpatica che si era già fatta degli amichetti in classe. Così come alla materna». A Camilla piaceva tanto andare a scuola e la creatività era la sua forza: adorava ritagliare, incollare e poi trasformare il tutto con il colore. Sempre allegra, riempiva la borsetta di giochi e poi partiva per i suoi viaggi immaginari. Una vera passione, quella delle borse, sempre colme di Squishy, quei pupazzetti morbidi e teneri che somigliano agli animaletti e a forme di cibo. Con gli Squishy ci andava pure a letto, non se ne separava mai. Una bambina «fantastica», che giocava con le bambole e le «Lol surprise» erano le sue preferite. Una bambina che proprio con la fantasia riusciva ad arrivare ovunque. E a Camilla piaceva tanto andare a Bosco di Corniglio dai nonni Paolo ed Edda, là dove aveva trovato altri amici con cui giocare. Le piaceva, perché la montagna era una sua grande passione. Dall'Appennino alle Dolomiti, dove andava con mamma Sabrina, papà Alberto e i fratelli Davide e Lorenzo, sia d'estate che d'inverno: «Non vedeva l'ora di andare in vacanza a San Candido - continuano i ricordi -. Non vedeva l'ora anche perché le piaceva molto sciare e giocare nella neve».

Per Camilla Orioli ieri sera si è pregato anche a Bosco di Corniglio, oltre che nella parrocchia di Panocchia. E oggi si pregherà nuovamente per lei: il corteo funebre partirà alle 14 dall'Ospedale Maggiore per la chiesa di Panocchia, dove don Raffaele e don Gianni celebreranno la messa intorno alle 14,30. Prima di proseguire per il Tempio di Valera. Saranno in tanti ad accompagnarla in questo cammino verso la «luce»: lì accanto alla famiglia, ci saranno gli inseparabili nonni e persino i suoi «amichetti». E qualcuno oltre ai fiori e alle canzoni porterà una borsetta tutta ricamata, piena dei suoi adorati pupazzetti colorati. Che non la lasceranno mai sola.

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