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Un parmigiano

«Noi a Codogno, barricati in casa e controllati dalla polizia»

24 febbraio 2020, 05:04

«Noi a Codogno, barricati in casa e controllati dalla polizia»

Finora la chiamavano «quarantena volontaria»: cercare, a propria discrezione, di non uscire di casa o dal proprio comune. Ma ora tutto è cambiato a Codogno, provincia di Lodi, uno dei comuni isolati per l'emergenza Covid-19, come spiega Francesco Collini, parmigiano trasferitosi 15 anni fa nel paese, dove vive con la moglie e le due figlie di 15 e 13 anni. Perché la quarantena ora è reale, controllata dalle forze dell'ordine, e nessuno può più uscire od entrare dal paesone di quasi 16mila abitanti. «Ci sono blocchi stradali alle porte del paese, è un via vai di carabinieri e Polstrada. Mi hanno chiamato dal lavoro (Collini è impiegato in un ente pubblico di Piacenza, ndr) spiegandomi di non presentarmi domani (oggi per chi legge, ndr) e preannunciando che valuteranno nei prossimi giorni qualche forma di telelavoro, staremo a vedere», dice Collini. Una vita diventata improvvisamente blindata, circoscritta.

Com'è stata la domenica?
Abbiamo cercato di rallentare la giornata, per far passare più velocemente il tempo. Ci siamo alzati tardi, poi le mie figlie hanno fatto gli gnocchi. Dopo pranzo sul balcone, poi siamo usciti per andare a trovare parenti anziani, per sapere se avevano bisogno di qualcosa. In paese abbiamo incontrato un po' di gente che passeggiava o andava in bici. Se si incrocia qualche conoscente ci salutiamo tenendosi a debita distanza. Mi sembra di sognare, non avrei mai immaginato una situazione simile.

La spesa?
Abbiamo una bella scorta, almeno per cinque-sei giorni. Molti sono andati a fare rifornimento nel Piacentino. A Casalpusterlengo, nell'unico supermercato aperto, oggi facevano entrare sei persone per volta. Speriamo che da qui a una settimana la distribuzione del cibo venga meglio regolamentata.

Stato d'animo?
Teniamo i nervi saldi, confidiamo che la situazione non duri a lungo, magari solo un paio di settimane. Le nostre figlie non andranno a scuola fino all'8 marzo, speriamo che dopo quella data qualcosa cambi. Siamo in attesa, come tutti. m.t.

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