Sei in Gweb+

Coronavirus

Coronavirus, assalto ai supermercati. Carrelli stracolmi di biscotti e scatolame

24 febbraio 2020, 05:02

Coronavirus, assalto ai supermercati. Carrelli stracolmi di biscotti e scatolame

LUCA PELAGATTI

«Che sia una situazione anomala si nota già all'ingresso. La domenica, di solito, la gente sceglie il cestino. Oggi hanno tutti il carrello. E lo riempiono». Già, ma oggi non è una domenica normale, questa è la giornata numero 1 dell'era Covid 19. Quella in cui la febbre arrivata dalla Cina ha contagiato tutti. Almeno con la paura.
«E' così - spiega il direttore di un supermercato Esselunga. - Scene del genere le abbiamo viste solo quando era scoppiata la Guerra del Golfo». Ma allora si sapeva dove era il campo di battaglia. Adesso le bombe sono invisibili. E hanno iniziato a cadere vicino a noi. Il risultato è la corsa ai supermarket: dove gli scaffali vuoti non si erano quasi mai visti prima.
«L'affluenza ha iniziato a crescere da venerdì - prosegue un direttore di un altro market. - Ma il picco dell'affollamento c'è stato tra sabato e domenica mattina». Il risultato spicca girando tra le corsie: i cartoni di latte a lunga conservazione vanno via a dozzine, come le rose, mentre di tonno, praticamente non si vede più una scatoletta.
«La spesa si concentra su quello che ha scadenze lontane nel tempo: patate, cipolle tra i vegetali e frutta sciroppata al posto di quella fresca. Poi, legumi in scatola, farina, grissini, pane confezionato». Tradotto: si riempiono le dispense, si fa spesa pensando ad un possibile blocco totale. Come se ci preparasse al coprifuoco. «E questo non riguarda solo i parmigiani - spiegano all'Ipercoop del Centro Torri. - Stiamo notando l'arrivo di moltissimi clienti dalla Lombardia. Forse dalle loro parti i negozi oramai sono vuoti, forse pensano che sia più sicuro. Ma di certo arrivano in città per la spesa». E per bloccare il contagio una simile migrazione dalle zone considerate più a rischio di certo non è il massimo. Intanto però la corsa agli acquisti non cala. «Con l'inizio della settimana i rifornimenti ci rimetteranno in condizione di riassortire l'offerta - confermano i direttori dei punti vendita. Ma una conversazione orecchiata al volo conferma che la febbre sta crescendo. «Ho riempito il carrello - dice un uomo ad un conoscente intento a fare il pieno di scatolette.- Ma domani torno e raddoppio le scorte. Che qui non si sa mai».

LA BASSA
Una situazione analoga si ritrova tra Busseto e Polesine Zibello dove gli esercizi commerciali sono stati presi d’assalto da tantissimi clienti arrivati anche dalle vicine province di Cremona e di Piacenza a causa della chiusura, nei loro territori, dei punti vendita. Così carrelli pieni e super lavoro per gli addetti. «Sembriamo in guerra» ha detto uno di loro. La corsa all’accaparramento di generi alimentari e disinfettanti ha riguardato anche altri comuni della Bassa. Al termine della mattinata di ieri, sugli scaffali dei supermercati di Colorno diversi prodotti, tra cui anche la candeggina e i più comuni detergenti e detersivi di marca, risultavano esauriti. Una curiosità: la «caccia all’Amuchina», prodotto che ieri veniva venduto a prezzi da «bagarino» sugli shop on line, si è conclusa all’interno di un megastore gestito da cinesi. Lì lo scaffale era ancora ben fornito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA