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Vicofertile

Famiglia in isolamento per scelta autonoma

25 febbraio 2020, 05:06

Famiglia in isolamento per scelta autonoma

CHIARA POZZATI

Insieme, dentro le mura di casa, per un isolamento volontario. Succede a Vicofertile, dove papà trasfertista, mamma e due figlioletti hanno deciso a titolo precauzionale - e sentito anche il parere del medico di famiglia – di astenersi dal frequentare i rispettivi luoghi di lavoro e le scuole. Una scelta di responsabilità, dovuta ai contatti dell’uomo con la ditta Unilever di Casalpusterlengo, poco prima che esplodesse il caso del 38enne ricoverato a Codogno.

Chiariamo subito un aspetto: attualmente non risulta nessuna positività al Coronavirus e i sintomi della patologia non si sarebbero manifestati in nessun componente della famiglia. Una scelta particolarmente apprezzata anche dal resto del paese, dove la notizia è deflagrata quasi in diretta. «Siamo stati avvertiti dagli insegnanti della scuola, frequentata da uno dei bimbi – spiegano due giovani donne, conosciutissime a Vicofertile -. Una comunicazione molto delicata, senza allarmismi, in cui è stato più volte garantito che, attualmente, non risulta nessun alunno contagiato. Apprezziamo molto la scelta di queste persone per evitare potenziali contagi. Crediamo sia un esempio per tutta la comunità».

Comunità che già domenica, durante la vivace celebrazione del carnevale, sapeva della famiglia e della scelta del proprio auto-isolamento. Dalla pizzeria, all’ortofrutta, e ancora bar-tabaccheria, gelateria: la voce è rimbalzata in tutte le principali vetrine di Vicofertile, inizialmente «con un pochino di apprensione – ammette un pensionato – proprio perché non era chiaro fino in fondo se si fossero sottoposti alle analisi e, nel caso, il responso. Poi, anche grazie alle comunicazioni che sono state diffuse dalla scuola, il “toto-famiglia” è scattato più per curiosità che per reale ansia da contagio».

L’esposizione maggiore al Coronavirus, sarebbe stata quella dell’uomo, ma anche la donna, insegnante, ha preferito astenersi dalle lezioni e in accordo col dirigente scolastico è rimasta a casa. Intanto, dopo i casi positivi nel parmense, riconducibili al focolaio lombardo, cresce la tensione. Ieri mattina un numero di cellulare che fa riferimento al Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Ausl è stato preso d’assalto tanto da andare in tilt. Nessuna risposta da parte degli operatori, subissati di lavoro, e scattava persino il messaggio della segreteria telefonica che indicava il raggiungimento del numero massimo dei messaggi. Proprio l’azienda di strada del Quartiere ha fatto sapere che «si tratta di un numero per comunicazioni al nostro interno, inavvertitamente girato da alcuni medici di medicina generale ai propri pazienti».

CHIARA POZZATI Insieme, dentro le mura di casa, per un isolamento volontario. Succede a Vicofertile, dove papà trasfertista, mamma e due figlioletti hanno deciso a titolo precauzionale - e sentito anche il parere del medico di famiglia – di...

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