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Coronavirus, in quarantena i sessanta parmigiani che hanno ballato a Codogno

26 febbraio 2020, 05:06

Coronavirus, in quarantena i sessanta parmigiani che hanno ballato a Codogno

MONICA TIEZZI

Il coronavirus balla al ritmo di salsa. E non porta l'allegria dei Caraibi, ma una preoccupazione strisciante, molesta.

Il quarto contagiato parmigiano, ricoverato al reparto infettivi dell'ospedale Maggiore, è infatti un 64enne che faceva parte della comitiva di una sessantina di persone, tutti allievi o frequentatori della scuola di ballo «New Space» di Corcagnano, che l'8 febbraio scorso ha trascorso la serata in un locale di Codogno. La stessa comitiva di cui fa parte anche l'abitante di Lesignano ricoverato da giorni al Maggiore per aver contratto il Covid-19. Un altro componente del gruppo, che ieri aveva l'influenza, è stato sottoposto al tampone, il cui risultato non è ancora noto. E l'Ausl ha annunciato ieri che intensificherà controlli ed esami sui «ballerini».

«Siamo andati in tempi non sospetti, ben prima che si scatenasse l'allarme - fa notare il titolare della scuola di ballo, Luigi Bottacci - Era una delle tante uscite che organizziamo più volte l'anno in locali che suonano musica latina. Chi poteva immaginare tutto questo...».

Neanche l'altra scuola di ballo parmigiana presente a quella serata all'«Impero» (grande sala da ballo con quattro piste, ora chiusa) poteva prevedere che il virus lì avrebbe trovato pane per i suoi denti. «Siamo partiti con cinque auto, in tutto una ventina di persone - dice Alice Sirosi, maestra di ballo alla “Ataca Dance” di stradello San Girolamo, a Parma - Undici di noi hanno anche cenato nel locale, prima di salire in pista per un'esibizione. Gli altri, amici o familiari, ci hanno raggiunto dopo».

Il gruppone della New Space invece ha viaggiato su un bus noleggiato dalla Tep con a bordo 52 persone. Altri ballerini seguivano su tre auto private. Una serata tranquilla, macinata (fino alle due di notte, quando il gruppo è rientrato a Parma) a ritmo di bachata e merengue.

I timori sono scattati quando, domenica 23, ha cominciato a circolare la notizia del ricovero di uno dei componenti del gruppo di Corcagnano. Con grande diligenza e senso civico, è stato lo stesso Bottacci a contattare le autorità sanitarie. Dopo due telefonate a vuoto (al numero nazionale 1500 e al 112, sbandierato da alcuni media come numero d'emergenza per il virus, ma che in Emilia Romagna è il recapito dei carabinieri), il maestro di ballo ha avuto udienza dagli operatori del 118. «Ho spiegato che facevo parte del gruppo che era stato a Codogno con la persona contagiata e che avevo l'elenco completo e i telefoni di tutti i partecipanti». Da quel momento è scattata, per tutti, la quarantena volontaria in casa. Una quarantena che, per quanto riguarda Bottacci, è partita non dall'8 febbraio ma dal 14, ultima data nella quale - prima dell'ordinanza di chiusura delle sale da ballo - si sono tenute le lezioni alla scuola.

«Ormai siamo agli sgoccioli dell'isolamento, il più è fatto - dice il maestro, ai “domiciliari” assieme alla moglie e al figlio 17enne, anche loro presenti alla serata a Codogno - Gli operatori Ausl chiamano tutti i giorni per sapere come va. Per la spesa ci siamo arrangiati, avevamo buone scorte. Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo saputo dell'altro componente del gruppo ricoverato. So che un altro ballerino ha la febbre ed è stato sottoposto al tampone. Ma tutti gli altri, con i quali sono in contatto, per ora stanno bene. Siamo sereni».

Nessuna quarantena casalinga invece (né, per ora, tamponi) per la maggioranza dei ballerini del gruppo di «Ataca Dance». «Alcuni dei miei allievi hanno telefonato ai propri medici di famiglia spiegando la situazione, poi sono stati contattati dall'Ausl. Gli operatori hanno detto di stare tranquilli se non avevamo la febbre e non hanno più chiamato - dice Alice Sirosi - È stato messo in quarantena, fino a sabato 29, solo un giovane che ha la mamma diabetica e il papà cardiopatico».

 

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