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SORAGNA

Addio a Eugenio Dioni, signore della Locanda del Lupo

di Michele Deroma -

27 febbraio 2020, 05:07

Addio a Eugenio Dioni, signore della Locanda del Lupo

SORAGNA È stato un amico di Giovannino Guareschi, un amante della cultura e dello sport e «un imprenditore fedele al proprio territorio e alla propria famiglia», come lo ha ricordato il sindaco di Soragna, Salvatore Iaconi Farina.

La scomparsa di Eugenio Dioni, spentosi all’ospedale Maggiore di Parma a 80 anni, dopo una lunga malattia, ha suscitato un profondo sentimento di cordoglio nella comunità di Soragna e nel territorio della Bassa, dove era particolarmente conosciuto.

Nato nel 1940, Eugenio Dioni trascorse l’infanzia nella frazione di Carzeto, prima di trasferirsi insieme ai suoi familiari nel capoluogo comunale, al termine della guerra: dopo aver conseguito il diploma in ragioneria all’istituto Melloni di Parma, negli anni ‘60 il giovane Eugenio avviò a Fontanelle, con il padre Guido e il fratello Costantino, un’azienda di mangimi, la Dioni Mangimi, poi diventata Tecnomangimi e rimasta in attività sino al 2011.

Negli anni ‘80, tra le attività di Eugenio Dioni subentrò anche l’impegno nella Locanda del Lupo, storico locale di Soragna, che acquistò occupandosi poi della sua ristrutturazione e gestione, sino al 2018.

Un’intensa vita lavorativa, che Eugenio Dioni seppe ben conciliare con il tempo dedicato alla propria famiglia.

«Si è speso tanto per me, mia madre e mia sorella, sino a quando la salute glielo ha concesso», racconta Enrico, nato dal matrimonio di Eugenio con Maria Teresa: i due convolarono a nozze nel 1965, e dal loro matrimonio nacque anche Elisabetta.

Nella vita di Eugenio Dioni c’erano il lavoro e la famiglia, ma il soragnese era un grande appassionato di sport: dopo aver vestito la divisa giovanile del Parma Calcio, aveva appeso le scarpette al chiodo e intrapreso la carriera di allenatore, guidando la squadra del suo paese, il Soragna, tra il 1965 e il 1969.

Tra i suoi hobby anche la motonautica – in particolare non si perdeva una prova dell’amico Alcide Ballotta, uno dei campioni della disciplina – e l’amore per la musica lirica, in particolare per le opere verdiane: «Non solo riconosceva a memoria le arie più famose realizzate dal Cigno di Busseto -, ricorda il figlio Enrico - ma sapeva riconoscere i cantanti dal solo timbro della voce, da Carlo Bergonzi a Luciano Pavarotti».

Negli anni ‘60, Eugenio Dioni conobbe anche Alberto e Carlotta Guareschi, che gli presentarono il padre Giovannino: dopo la morte del grande scrittore, Eugenio rimase in stretto contatto con i suoi figli, «tant’è - aggiunge Enrico - che amava raccontare in famiglia tanti aneddoti della sua amicizia con loro».

I funerali di Eugenio Dioni saranno celebrati domani mattina, alle 11, nella chiesa parrocchiale di Soragna: la camera ardente sarà allestita presso l’oratorio soragnese di Sant’Antonio, dalle 11 di oggi.

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