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Coronavirus

Salsesi in quarantena a Tenerife. Guariti i cinesi

27 febbraio 2020, 05:08

Salsesi in quarantena a Tenerife. Guariti i cinesi

Ora i parmigiani contagiati dal coronavirus sono otto. E anche i quattro nuovi casi sono collegati alla zona rossa lombarda, quella a noi più vicina. Si tratta infatti di persone che facevano parte della comitiva di ballerini che aveva raggiunto in pullman una discoteca del Lodigiano. Uno ha 50 anni e un altro 67, mentre degli altri due, ricoverati in serata, non si conoscono né il sesso né l'età. Quel che trapela è che nessuno degli otto nostri positivi al Covid-19 (sette ricoverati e uno in quarantena a casa) è in condizioni preoccupanti.

Invece, non ce l'ha fatta il paziente che domenica scorsa era stato trasferito a Parma, nel reparto di Prima anestesia e rianimazione del Maggiore. L'uomo, proveniente dalla bassa Lodigiana, è morto durante la nottata. È la prima vittima in Emilia-Romagna. Aveva settant'anni e soffriva di gravi patologie: prima ancora che venisse in contatto con il Sars Cov2, presentava un quadro clinico già pesantemente compromesso da malattie cardiovascolari e respiratorie.

A Bardi, intanto, dove un giovane, che comunque sta bene, è stato trovato positivo al coronavirus, il sindaco Giancarlo Mandelli interrompe il silenzio stampa. «La situazione - scrive Mandelli rivolgendosi ai suoi concittadini - è monitorata dal sottoscritto, in stretto contatto con il sistema sanitario e di igiene pubblica, minuto per minuto, da quando domenica sera sono stato informato. Si è provveduto ad eseguire il tampone lunedì pomeriggio e, dopo l’esito avuto martedì mattina, è stato deciso di non spostare il soggetto in quanto sta bene e non manifesta sintomi». Il sindaco rassicura: «Da quando è giunto a casa, non è più uscito dal proprio domicilio». E nel tentativo di rassicurare i cittadini, già fortemente preoccupati per la situazione, afferma: «Non esiste al momento nessuna criticità che richieda modifiche o ulteriori restrizioni alle ordinanze in corso. Invito tutti a non diffondere inutili allarmismi e ad attenersi alle comunicazioni ufficiali».

Anche la sindaca di Felino in serata ha inviato una segnalazione. «Vi comunico - ha postato su facebook Elisa Leoni - che siamo in attesa di conferma per la presenza di un caso so sospetto. La persona residente a Felino, proveniente dal focolaio di Codogno, è attualmente assistita dai medici competenti. Ho avuto modo di parlargli e risulta in buone condizioni».

Intanto nella nostra regione, durante la giornata il numero dei contagiati è praticamente raddoppiato, salendo a quota 47. Quella di Piacenza rimane sempre l'area più colpita, con 28 contagiati. Modena ne conta otto, come Parma, mentre Rimini ne ha tre. Per ora, l'epidemia è rimasta confinata nelle stesse province toccate nei giorni scorsi.

Ma vicende che in qualche modo ci riguardano rimandano anche oltre confine: infatti c'è una piccola comitiva di salsesi nelle Canarie. Secondo una fonte, sono tutti risultati negativi ai test, anche se si troverebbero in quarantena con altre mille persone in un hotel di Adejie. C'è invece chi afferma che uno di loro, positivo al tampone, sarebbe stato ricoverato all'ospedale Nuestra Señora de Candelaria a Tenerife. Mentre le autorità sanitarie croate riferiscono che in un ospedale a Rijeka (Fiume) è ricoverato un uomo che lavora a Parma: non sono state specificate né l'età né la nazionalità. È il terzo caso registrato da Zagabria.

Ma in giornata sono arrivate anche buone notizie. La prima è che la coppia di turisti cinesi passata dalla nostra città nelle scorse settimane, quando l'emergenza non era ancora scoppiata a livello nazionale, e poi ricoverata allo Spallanzani, è guarita dal Covid-19. Un'altra buona notizia viene da più vicino: a Piacenza, una donna lombarda risultata positiva al test, ha partorito senza alcun problema. «Un’operazione “blindata” - ha sottolineato l'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi - con l’équipe medica pronta a intervenire nel caso il neonato fosse risultato positivo. Le misure di protezione e precauzione, però, non sono servite, perché il bambino è risultato negativo al test». Segnali positivi anche su un altro fronte. L’infermiere che aveva accolto il 38enne di Codogno contagiato, il cosiddetto «paziente uno» italiano, ha lasciato l’ospedale piacentino, dimesso dopo pochi giorni di ricovero: si tratta di una delle prime due dimissioni in Emilia-Romagna.

Intanto, prosegue l’attività di analisi per la ricerca di possibili contagiati. In Emilia-Romagna il totale dei tamponi effettuati ha toccato quota 700, «quanto tutta la Germania». E' l'accelerazione delle ultime ore nell’esito dei tamponi che avrebbe provocato l’aumento dei casi. Attenzione massima a Rimini, dove i contagiati sono tre: un ristoratore, un dipendente e un avventore del locale. «C'è una pista consistente che potrebbe legare questa vicenda ai focolai della bassa lodigiana», ha spiegato Venturi. r.c.

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