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ALBERGHI VUOTI

Hotel, valanga di cancellazioni per la paura del contagio

28 febbraio 2020, 05:08

Hotel, valanga di cancellazioni per la paura del contagio

ROBERTO LONGONI

La paura fa 90: il 90 per cento delle prenotazioni cancellate a breve (ma si viaggia verso quota cento). Doveva essere l'anno dei record per la nostra ospitalità, e i segnali c'erano tutti. Invece, in pochi giorni, al Parma 2020 della capitale della cultura si è sovrapposto il Covid-19 della malattia. O meglio del suo spauracchio. «Roba da zona rossa, ma senza che si sia davvero in zona rossa, e quindi senza poter contare sugli incentivi del governo» allarga le braccia Emio Incerti.

Il deserto nelle stanze. Dalle più lussuose a quelle alla portata di ogni tasca, in centro, in periferia e in provincia. E sul lungo periodo? «Dopo la metà di marzo - aggiunge il presidente di Federalberghi - le cancellazioni sono al 60 per cento. Per ora, poi si vedrà. C'è chi ha disdetto anche il soggiorno programmato per settembre». Manco a dirlo, i più terrorizzati sono gli stranieri. Chissà quanto tempo servirà, per cancellare il marchio che il coronavirus sembra aver stampato a fuoco sul tricolore. «Una professoressa ceca aveva prenotato un soggiorno in giugno - spiega Roberta Dondi, titolare dell'Hotel Verdi di viale Pasini -. Be', ha rimandato a settembre». A volte sono le stesse nazioni di provenienza degli aspiranti ospiti a impedire il viaggio nel nostro Paese. Potrebbe essere il caso della professoressa ceca.

Sembrerà assurdo, ma nei nostri alberghi è tempo di superlavoro. In realtà, lo è solo per le reception. Le telefonate di disdetta piovono una dopo l'altra. Così al Pacchiosi di strada del Quartiere non c'è tempo per rispondere ad altri che non siano i clienti perduti nella paura. Inutile provare a tranquillizzare, a ricordare che qui la gente vive, va per strada (i più senza nemmeno indossare la mascherina), raggiunge ogni giorno la fabbrica o l'ufficio o il negozio. Nelle reception si è costretti a lavorare per smontare ciò che si è costruito con fatica e investimenti.

«Proprio ieri (l'altro ieri, ndr) doveva aprirsi la stagione, con il mercoledì di Mercanteinfiera - spiega Incerti -. E invece è saltato tutto. Non solo. È stata cancellata anche la Mostra internazionale canina a metà marzo, che l'Ente Fiere era riuscito a portare a Parma da Reggio: le presenze sarebbero state da 6 a 8mila». Ma il calendario delle prenotazioni annullate si spinge molto in là. «C'è chi ha inviato la disdetta perfino per ottobre. E poteva farlo all'ultimo, senza penale».

Un altro fronte spinoso, quello dei rimborsi. «C'è chi dice di avere la moglie incinta, chi di essere alle prese con patologie pregresse e di non sentirsela di rischiare - racconta Giorgia Cortesi, titolare del Button -. Hanno acquistato stanze non rimborsabili e chiedono di riavere i loro soldi come se qui ci fosse stata una calamità naturale». Un discorso a parte poi va fatto per i periodi delle fiere, quando i prezzi delle stanze possono anche triplicare. Un momento tranquillo diventa all'improvviso un'altissima stagione e viceversa. «E i clienti vanno riprotetti».

In gioco ci sono anche i posti di lavoro. «Un migliaio - spiega il presidente di Federalberghi - ai quali si aggiunge il personale della ristorazione. Le preoccupazioni sono molte e condivise: so di dipendenti che hanno proposto di anticipare le ferie, aspettando che passi questa situazione». Questo disastro che oscura anche le prospettive future. «Non si sa quanto andrà avanti - dice Vittorio Dalla Rosa Prati, titolare dell'omonima residenza accanto al Battistero -. Noi lavoriamo soprattutto con l'estero: gli americani hanno cancellato tutti fino a settembre. A farne le spese è anche la mostra multimediale su Van Gogh, sempre nel nostro palazzo. Era partita fortissima: i biglietti di marzo, tutti venduti, ora devono essere rimborsati». I primi segni di fuga dei turisti? «Una settimana fa. Poi, domenica, è come se si fosse rotta una diga e abbiamo cominciato a lavorare solo sulle cancellazioni». Anche se una prenotazione c'è stata nelle ultime ore. «Un italiano: ha approfittato dei prezzi stracciati».

 

ROBERTO LONGONI La paura fa 90: il 90 per cento delle prenotazioni cancellate a breve (ma si viaggia verso quota cento). Doveva essere l'anno dei record per la nostra ospitalità, e i segnali c'erano tutti. Invece, in pochi giorni, al Parma 2020...

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