Sei in Gweb+

OSPEDALE

Malattie infettive, gli stakanovisti in lotta contro il virus

28 febbraio 2020, 05:05

Malattie infettive, gli stakanovisti in lotta contro il virus

ROBERTO LONGONI

Difficile fare previsioni. «Quando finirà? Dipende da tanti fattori, non ultimo il clima». Impossibile fare statistiche. «Secondo i dati più recenti, moltissimi sono guariti senza nemmeno essersi accorti di essere stati contagiati. Solo il tampone può stabilire se si tratti di coronavirus o influenza» sottolinea Carlo Ferrari. Una sola cosa è certa: saranno ancora giorni di passione al terzo piano del Monoblocco. È qui la nostra prima linea nella guerra al coronavirus. Le ferie? Sospese. I turni? Da intensificare. «Intanto, cerchiamo di avere più posti letto a disposizione, tenendo sempre presente che le altre patologie non sono scomparse - spiega il direttore della struttura complessa Malattie infettive ed epatologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria -. Alle 7 stanze singole e alle 4 doppie dell'isolamento, tutte a pressione negativa e dotate di filtri, stiamo cercando di aggiungere i 16 posti letto di Epatologia. Qui alcuni dei pazienti erano già in via di dimissione, altri possono essere trasferiti».

Ferrari abbozza un sorriso al dottor Carlo Calzetti, accanto a sé. «Non siamo proprio dei novizi, per cui situazioni analoghe, come per la Sars, o addirittura a ben più alto rischio, come per l’Ebola, le abbiamo già vissute e ora possiamo giovarci di quanto imparato in passato. «Era proprio dai tempi dell'Ebola che avevamo accantonato la vestizione con le tute». Ora è il momento di tornare a indossarle. Di proteggersi: di arrotolarsi le maniche, ma solo in senso metaforico. «Il Sars Cov2 è più efficiente nella diffusione e ha un tasso di mortalità leggermente superiore rispetto all'influenza» ricorda intanto Calzetti.

Niente viene sottovalutato. L'impegno è massimo. È così per i 12 medici e i 18 infermieri del reparto. «Solo per l'isolamento - interviene la caposala Marisa Dimartino - ci sono due infermieri e due Oss per turno. Presto garantiremo tre infermieri per turno». Non c'è stato bisogno di lanciare proclami né appelli. «La disponibilità di tutti è stata massima fin da subito: fin dal primo caso sospetto, ci siamo organizzati - ricorda Ferrari -. E mi preme sottolineare la bellissima collaborazione degli intensivisti, offerta spontaneamente». Il loro intervento al terzo piano per ora è limitato a due soli pazienti, controllati due volte al giorno. «Un 67enne bussetano in condizioni stabili, ma sotto attento controllo, e un 79enne collecchiese parkinsoniano che presenta qualche criticità».

Anche per gli altri, che non manifestano particolari difficoltà respiratorie, le visite sono almeno due al giorno. Sono autosufficienti. «Una fortuna - sottolinea il responsabile della struttura -. Si devono evitare il più possibile i contatti». Ieri pomeriggio erano otto i contagiati in isolamento agli Infettivi: tranne che con i due più critici, con gli altri si comunica via interfono e anche dando informazioni dagli oblò. «Chiediamo la loro collaborazione, per evitare di doverci ogni volta bardare per entrare nella stanza». I parenti vengono accolti all'esterno del reparto. Sono molto preoccupati? «Noi proviamo a rasserenarli» sorride Ferrari. Sembra la persona adatta a farlo.

I pazienti con sospetta infezione possono arrivare in reparto in due modi. Il primo con il tramite del medico di famiglia o del pediatra. «In tal caso - spiega Ferrari - si attiva il 118 che trasporta il paziente con l'ambulanza, seguendo le procedure di protezione: si arriva nei sotterranei del Monoblocco, l'operatore del 118 avvisa l'infermiere e trasporta il paziente verso il montacarichi seguendo il percorso segnalato. Alla porta del reparto, l'infermiere protetto nel modo adeguato riceve il paziente e lo trasferisce in isolamento». Altrimenti, l'accesso può avvenire attraverso il Pronto soccorso. «E qui le cose dovrebbero cambiare molto presto, con l'istituzione di una sorta di avamposto, per effettuare all'esterno dei locali del Pronto soccorso il triage dei sospetti contagiati ed evitare così il loro contatto con i non infettati». E per le cure? «Si utilizzano supporti respiratori con l'aiuto dei rianimatori - spiega Ferrari - e i farmaci anti-retrovirali utilizzati per le infezioni da Hiv, in particolare il Kaletra, a cui i coronavirus sono parzialmente sensibili pur non trattandosi di un farmaco specifico».

 

 

ROBERTO LONGONI Difficile fare previsioni. «Quando finirà? Dipende da tanti fattori, non ultimo il clima». Impossibile fare statistiche. «Secondo i dati più recenti, moltissimi sono guariti senza nemmeno essersi accorti di essere stati...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal