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PROCURA

Movida, esposto contro il sindaco: «Non fa rispettare le regole, danni alla salute»

28 febbraio 2020, 05:06

Movida, esposto contro il sindaco: «Non fa rispettare le regole, danni alla salute»

GEORGIA AZZALI

Picchiano forte i decibel della movida. E anche gli abitanti del centro storico alzano il tiro. Un gruppo di residenti di via Nazario Sauro, borgo Giacomo Tommasini e piazzale San Lorenzo, dopo aver chiesto al Comune 150mila euro di danni (la causa civile è ancora in corso), ora punta il dito direttamente contro il sindaco. L'esposto è stato depositato ieri mattina in procura: 28 pagine in cui vengono messe in fila le inadempienze - almeno secondo i residenti - del Comune, ma in particolar modo di Federico Pizzarotti, come numero uno dell'amministrazione ma soprattutto in quanto autorità sanitaria locale. «Almeno una trentina di persone sostiene questo esposto, anche se sono quattro i firmatari. Il reato che ipotizziamo è quello di omissione di atti d'ufficio», spiega Sandro Milani, l'avvocato che assiste i residenti. È chiaro, però, che spetterà alla procura decidere se procedere nei confronti di Pizzarotti, valutando eventuali reati, o chiedere l'archiviazione.

Da tempo si è passati dalla protesta alle aule di giustizia: ricorsi alla giustizia amministrativa contro i titolari dei locali, cause civili, come quella persa in primo grado dagli abitanti di via D'Azeglio e dintorni. Ma questa è la prima volta che il sindaco rischia di essere portato a processo (penale). E la questione è sempre la stessa, irrisolta da anni, secondo i residenti che danno battaglia: centinaia di ragazzi, soprattutto il venerdì e il sabato sera, che si assiepano davanti ai locali della zona bevendo e parlando sempre più ad alta voce. Con i toni che spesso si alzano a dismisura rovinando la serata e la notte di chi ha le finestre sui borghi.

Nessuna insofferenza verso chi ha il sacrosanto diritto di bersi una birra e fare quattro chiacchiere, ma nell'esposto i residenti citano dati scientifici, riportano l'esito dei controlli di Arpae e allegano anche alcuni certificati medici. In particolare, viene messo in evidenza che il limite massimo previsto di 55 decibel «è stato ripetutamente, sistematicamente e abbondantemente sforato in più serate e per lungo tempo». E con quei decibel spacca-timpani anche l'equilibrio psico-fisico dei residenti sarebbe stato messo a dura a prova. Ore di sonno perse, stress, alterazione dei ritmi di vita: problemi messi nero su bianco nei certificati medici allegati all'esposto.

Negli anni sono fioccate decine e decine di segnalazioni negli uffici comunali. Eppure il Comune «ha completamente ignorato la situazione, agendo nel senso opposto, arrivando addirittura ad aumentare gli orari di chiusura degli esercizi commerciali portandoli dall'una di notte fino alle due, violando con ciò lo stesso regolamento che il Comune aveva adottato», sottolineano i residenti nell'esposto.

Ragazzi (anche cresciuti) che durante il weekend si radunano davanti ai locali occupando anche la strada, tanto da rendere quasi impossibile il passaggio di un'auto. Qualche promessa, ma nulla di concreto sarebbe stato fatto in questi anni. E il sindaco? «Non è una questione politica e men che meno personale, vorrei che fosse chiaro, ma il sindaco ha il dovere di garantire il rispetto della salute pubblica - spiega l'avvocato Milani -. I residenti vorrebbero il centro sempre pieno di gente, ma con il rispetto delle regole. Limitare l'apertura fino a mezzanotte sarebbe un giusto compromesso, anche perché poi i clienti sostano ancora 30-40 minuti davanti ai bar dopo la chiusura».

Pizzarotti, da parte sua, per il momento preferisce non commentare. Ma ora il prossimo passo spetterà alla procura.

 

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